Tag: trekking

Dalla seggiovia di Febbio al rifugio Armaduk a 1.500 metri

Percorso che parte dalla base delle seggiovie di Febbio e che arriva al rifugio Armaduk a 1.500 seguendo il tracciato delle piste da sci. Ovviamente la pendenza in certi tratti è molto dura, ma durante il percorso è possibile ammirare il panorama della vallata. Per non esagerare il ritorno è stato fatto utilizzando la seggiovia.

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Pianvallese – Passone – Lago della Bargetana – Rifugio Battisti

Percorso che prevede la partenza da Pianvallese e, passando per il Passone, arriva al rifugio Battisti. Poi si continua verso il lago della Bargetana e poi si torna ancora a Pianvallese.

Prima parte del percorso con partenza da Pianvallese e arrivo al rifugio Battisti

Seconda parte del percorso che parte dal rifugio Battisti, arriva fino al lago della Bargetana e poi torna a Pianvallese passando sempre per il Passone.

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Waypoint dell’Appennino Reggiano (zona Monte Cusna)

Giusto per comodità pubblico alcuni waypoint relativi alla zona del Monte Cusna, di Febbio e dei rifugi Battisti e Bargetana. I file per il download sono disponibili sia in formato .WPT (nativo di CompeGPS), sia in formato .GPX per una maggiore compatibilità.

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Creare mappe per escursionismo – La mappa raster

Quando utilizzo TwoNav per le escursioni trovo molto comoda la possibilità di avere una mappa raster sottostante per visualizzare la zona in cui mi trovo. Per avere una mappa raster posso utilizzare il solito Compe GPS oppure generare una mappa con Maperitive e successivamente importarla in Compe GPS per essere salvata (ad esempio in formato .ECW piuttosto che nel formato nativo di Compe .RMAP). Utilizzo questa ultima modalità anche quando voglio ‘mixare’ le mappe vettoriali con quelle raster per avere, oltre al dettaglio delle mappe raster, anche la ‘navigabilità’ delle mappe vettoriali.

Solitamente l’iter che utilizzo per creare velocemente delle mappe in Maperitive è il seguente:

  • Importo un file .GPX con almeno un punto di riferimento della zona che mi interessa (così non devo inserire direttamente le coordinate);

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  • Carico la mappa che mi interessa e carico, se necessario, le isoipsie e le sfumature altimetriche;

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  • Faccio lo zoom sulla zona che mi interessa mappare. Generalmente preferisco generare la mappa per una ampia porzione di territorio in modo da avere pochi file di dimensioni maggiori (anche perché comunque non si raggiungono mai dimensioni esagerate);
  • Salvo la mappa con il seguente comando: export-bitmap file=mappa.png map-scale=25000 ozi=true
  • Importo la mappa in Compe GPS utilizzando il menù Mappa (o Carta) -> Converti mappa raster e selezionare il file con estensione .MAP. E’ possibile esportare la mappa in formato .RMAP (formato proprietario di Compe GPS) oppure in formato .ECW. Apro la mappa e i way point per verificare che la mappa sia stata importata e convertita correttamente.

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[important]Ho imparato che salvare la mappa con l’opzione word-file=true crea una mappa che, una volta importata in Compe GPS, ha i riferimenti geografici ‘sfasati’ rispetto alla realtà. La soluzione è quella di generare la mappa con l’opzione ozi=true; in questo modo il file .MAP, che viene generato da Maperitive e convertito da Compe GPS, permette di avere una mappa con i riferimenti geografici corretti.[/important]

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Creare mappe per escursionismo – La mappa vettoriale

Per la parte vettoriale della mappa sono partito dalla mappa OSM della regione Emilia Romagna (scaricata dal sito GFOSS (che trovate nella pagina dei link del sito); ho scelto di utilizzare la mappa della singola regione perché ha delle dimensioni che sono più gestibili rispetto alla mappa di tutta l’Italia e, inoltre, mi posso focalizzare solamente sulle aree di interesse (in questo caso la zona dell’appennino tosco-emiliano).

Visto che le ultime versioni di Compe GPS supportano nativamente la gestione delle mappe Open Street Map ho deciso di utilizzare questo software per gestire direttamente le mappe OSM senza dover passare per ulteriori software di manipolazione (ad esempio QGIS o JOSM).

La scelta si è rivelata vincente perché, una volta aperta la mappa ‘Emilia Romagna.osm’ (dimensione del file 2,3 GB), è possibile salvare la mappa direttamente in formato vettoriale nativo di Compe GPS. E’ possibile utilizzare sia il formato .MPV, sia il formato MPVF; le due mappe hanno una diversa dimensione del file di output che è di 389 MB per il file con estensione .MPV e di soli 26 MB per il file con estensione .MPVF. LA differenza deriva dal fatto che nel formato .MPVF non è possibile modificare i vari layer che compongono la mappa; questo aspetto, pur impedendo la ‘modificabilità’ della mappa, garantisce al contempo una minor dimensione e quindi una migliore velocità nella sua gestione soprattutto quando caricata sul dispositivo TwoNav.

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In questo modo ho ottenuto una mappa vettoriale dell’Emilia Romagna di dimensioni contenute ma con tutte le caratteristiche contenute nella mappa OSM iniziale con tutti i punti, le linee e i poligoni in essa contenuti (pur senza modificare la rappresentazione grafica). Questo procedimento, oltre ad essere molto veloce, è anche particolarmente ottimizzato in quanto non è necessario imparare a modificare le mappe e tutto il lavoro viene eseguito dal software Compe GPS.

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[important]Un ‘trucco’ che utilizzo sempre con i programmi cartografici per controllare di non commettere errori, è quello di importare all’interno del programma dei waypoint registrati direttamente sul campo in modo da accorgermi tempestivamente se la mappa viene importata correttamente e se i dati sono attendibili.[/important]

 

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Creare mappe per escursionismo – Introduzione

Ultimamente mi è venuta voglia di estendere le mappe che utilizzo durante le escursioni con il mio Sportiva Plus in modo da avere, non solo una piacevole e dettagliata rappresentazione della mappa raster, ma anche dei riferimenti per poter identificare meglio le strade o i sentieri in modo da avere dei punti di riferimento chiaramente identificabili e raggiungibili in caso di necessità, senza dover ricorrere ai waypoint caricati sul dispositivo prima della partenza.

Come al solito ho vagliato quasi tutti i programmi per la creazione e manipolazione delle mappe OSM anche se uno dei miei obiettivi era quello di utilizzare dei software facili e versatili in quanto non ho voglia di imparare a manipolare in modo ‘avanzato’ i dati OSM e le relative rappresentazioni grafiche.

Alla fine ho provato ad utilizzare i software che conosco e che reputo i migliori come rapporto “tempo di utilizzo / risultato finale” ovvero Maperitive e Compe GPS.

Il risultato finale lo potete vedere nelle seguenti immagini, ma nei prossimi articoli spiegherò più nel dettaglio le varie fasi.

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La Foresta Demaniale di Settefratelli in Sardegna

Quando una guardia forestale vi dice che i sentieri del parco forestale dei Settefratelli sono percorribili anche in mountain bike, vi consiglio di non crederci.

I Settefratelli sono una zona montuosa a sud della Sardegna. Un posto splendido, tenuto benissimo e solcato da 6 o 7 sentieri che permettono di esplorare una delle zone più belle della Sardegna. Dopo aver avuto rassicurazioni sulla percorribilità in bici dei sentieri presenti nel parco, ho scelto di provare a seguirne un paio. Non fate questo errore. A parte la strada principale che dalla Caserma Forestale Campu Omu porta alla zona picnic e poi alla Vecchia Caserma Forestale Maidopis, che è facilmente percorribile, gli altri sentieri sono fattibili solo a piedi. Anche le capre farebbero fatica.

# (ITA) foresta settefratelli - strada di servizio.GPX (Dimensione: 19.7 KB - 465 downloads)

# (ITA) foresta settefratelli - strada di servizio.TRK (Dimensione: 33.6 KB - 428 downloads)

# (ITA) foresta settefratelli - sentiero 1.GPX (Dimensione: 15.9 KB - 388 downloads)

# (ITA) foresta settefratelli - sentiero 1.TRK (Dimensione: 26.9 KB - 265 downloads)

# (ITA) foresta settefratelli - sentiero 5.GPX (Dimensione: 14.8 KB - 420 downloads)

# (ITA) foresta settefratelli - sentiero 5.TRK (Dimensione: 24.8 KB - 483 downloads)

 

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Foresta di Addolì in Sardegna

Bellissimo percorso da fare assolutamente a piedi. Anche perchè non è minimamente contemplato che questo percorso possa essere fatto in bici. Però a fine Settembre non c’era anima viva e io ero in bici.

Solo la parte iniziale e quella finale possono essere fatte comodamente in mtb. La parte centrale del percorso attraversa una delle zone più famose della Sardegna. Su Stampu ‘e su Turrunu è una singolare cascata completamente immersa nella foresta di Addolì al confine tra i comuni di Seùlo e Sadali. Ho raggiunto Sadali in macchina e poi vi ho fatto ritorno alla fine dell’escursione. La cascata ha origine da un fiume carsico e quindi nelle stagioni di secca il getto della cascata assume delle dimensioni molto modeste.

Foresta di Addolì

Foresta di Addolì

Da Sadali ho preso la SS 198 in direzione Seui e ho seguito le poche indicazioni (e maggiormente la mia cartina scritta a biro) fino a raggiungere l’ingresso del parco nei pressi di una zona attrezzata. Da qui tramite una serie di stradine sempre più strette e accidentate sono arrivato di fronte alla cascata. Ho proseguito fino a risalire sul monte (e qui ci sono buone possibilità di perdersi perchè non c’è nessun sentiero ben definito) e poi mi sono immesso nuovamente sulla strada asfaltata (SP 8). Come si può notare dalla traccia gps, nei pressi della Cantoniera Genna Uassa, ho fatto vari tentativi di trovare una via più accidentata. Tuttavia i miei tentativi sono andati a vuoto (anche a causa di alcuni lavori stradali) e quindi alla fine ho rinunciato e ho continuato a percorrere la strada provinciale fino a raggiungere nuovamente il campo base a Sadali.

# (ITA) foresta di addolì.GPX (Dimensione: 41.0 KB - 417 downloads)

# (ITA) foresta di addolì.TRK (Dimensione: 71.3 KB - 291 downloads)

 

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Rif. Zamboni – Passone – Rif. Battisti

Questo giro escursionistico parte dalla località Pian Vallese a Febbio e, seguendo il sentiero CAI 615, arriva prima sul colle Passone e poi, proseguendo ancora per circa 20 minuti, al rifugio Battisti.

La lunghezza totale (compreso il ritorno) è di circa 8,6 Km partendo dalla località Pian Vallese. La salita comprende alcuni tratti in forte salita (18, 16 e 20%) e anche il tratto finale che porta al Passone, a circa 1.857 metri, è particolarmente ostico e impegnativo. Quando si arriva in cima lo sforzo viene ricompensato con uno splendido panorama del tutto inaspettato. Dal Passone è possibile raggiungere altre località come Case Civago tramite il sentiero CAI 607, oppure il Monte Cusna tramite il sentiero 615 e successivamente deviando sul sentiero 607 (in direzione opposta rispetto a Case Civago). Continuando per un breve tratto sul sentieri 615 è possibile raggiungere il Rifugio Battisti. Tutti i sentieri e gli “incroci” sono ampiamente e chiaramente segnati sia con segnaletica verticale che, dove il sentiero diventa più impegnativo a causa del terreno roccioso, con segnaletica orizzontale direttamente sulle rocce.


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Rifugio Zamboni – Monte Cusna

Partendo dal rifugio Zamboni di Febbio, per arrivare sulla cima del Monte Cusna, è possibile utilizzare due sentieri del CAI, il 617 e il 619. Dopo essermi confrontato con una “esperta guida” ho scelto di percorrere il sentiero 617 per la salita e il 619 per la discesa. Sinceramente il sentieri 617 è più ripido (soprattutto nell’ultima parte in quanto il sentiero è composto da scalini di roccia) ma è nettamente più bello dal punto di vista paesaggistico. Il 619 è più lungo e quindi più morbido e può andare bene per la discesa in quanto permette di non affaticare troppo le ginocchia. In tutto la distanza dell’escursione è di circa 11,7 Km per una ascensone cumulata di rica 1.000 metri.

La vista che si gode dalla cima del Monte Cusna è qualcosa di unico anche perché nelle giornate di cielo sereno è possibile vedere il mare della Liguria e, praticamente, mezza regione.

Partendo la mattina presto dal rifugio Zamboni ed andando di buon passo, è possibile tornare per ora di pranzo in rifugio a gustare un buon piatto caldo o un tagliere di affettati e formaggi.

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