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Estrazione dati da vecchi HDD: da SATA a USB

L’opera di recupero dati prosegue… ma considerato che adesso mi sono rimasti solamente dei dischi con interfaccia SATA sia per l’alimentazione sia per i dati, ho deciso di fare un acquisto incauto su Ebay… un adattatore da SATA a USB (doppia USB per garantire una maggiore stabilità) dall’incredibile costo di € 9,90.

Oltre che per questa attività di recupero dati su HDD da 3.5 pollici sarà molto comodo per gestire come unità esterne i miei dischi da 2.5 pollici (ricavati da vecchi pc portatili).

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Estrazione dati da vecchi HDD: il coltellino svizzero

Coltellino svizzero perchè è un tool con tutti gli standard in un unico strumento, ma in realtà, a differenza del coltellino originale, è uno strumento ben poco compatto e portatile. Ma andiamo con ordine.

Ho voluto riesumare tutti i miei vecchi dischi fissi (o HDD o ancora HD) per vedere se riesco ad estrarre i dati cancellati nel corso delle varie formattazioni usando due strumenti come TestDisk e PhotoRec.

Sul mio vecchio computer fisso, nome in codice Giove, erano presenti 3 dischi fissi di dimensioni decenti, che però oggigiorno sembrano completamente sottodimensionati. Avevo 3 dischi da 3.5 pollici da 10, 120 e 320 GB (potrei anche sbagliarmi di qualche GB, ma la sostanza non cambia). Nel disco da 120 GB era installato il sistema operativo (il disco ha ospitato molteplici sistemi operativi, ma quelli ufficiali sono stati Windows 98 e Windows XP) e in una seconda partizioni i dati. Nel disco da 320 GB c’era una unica partizione con i dati “grossi” (musica, film e file di backup), mentre il disco da 10 GB (denominato Limbo) era utilizzato per stoccare i file in attesa di lavorazione.

Bene ciò premesso ho rispolverato un vecchio dispositivo acquistato alla Fiera dell’Elettronica di Gonzaga che permette di alimentare e di collegare i dischi alla porta USB di un computer per poter accedere ai dati contenuti sul disco come se fosse una qualsiasi unità rimovibile.

L’alimentatore termina con un connettore Molex (per alimentare i dischi più vecchi) ma è presente anche una prolunga che permette di alimentare anche i dischi con il connettore SATA (di più recente introduzione).

Invece il cavo USB da collegare al computer si collega ad un adattatore che presenta due attacchi IDE (o ATA) ma che presenta anche una porta per collegarci un cavo dati SATA nel caso si volesse interfacciare un disco con questo standard.

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