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Sfida tra lamette

Ecco qui le foto delle lamette che utilizzo in questo momento e che sto confrontando per capire se quanto riportato in internet sia realmente corretto.

Ho iniziato con le Astra Platinum perchè erano le più consigliate per i principianti e devo dire che sono molto valide anche adesso che ho iniziato a prendere la mano. Devo ammettere che, come hanno commentato su alcuni siti internet di appassionati, la lama migliora verso il terzo utilizzo. Non l’ho mai utilizzata più di 5/6 volte. Ha una rasatura precisa e relativamente morbida.

Per quanto riguarda invece le Feather effettivamente sono più dure e meno permissive. Le ho provate un paio di volte e la prima volta avevo il viso che sembrava un campo di battaglia (mi sono tagliato in posti mai sperimentati prima d’ora), mentre al secondo e terzo utilizzo (man mano che diventavo più confidente) la qualità della rastura è nettamente migliorata. Sicuramente è una lametta che non perdona gli errori.

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Radersi come un Uomo Alfa – Capitolo 2: Italian style

Una cosa è certa, ormai mi sono fatto conquistare dalla pogonotomia.

Quindi per non rischiare la vita ho deciso di provare un rasoio di sicurezza. Dopo varie indagini su internet ho optato per un rasoio prodotto in Italia dalla Fatip con pettine chiuso (closed comb). Per partire (so che sono solo un principiante) ho preso anche pennello e ciotola dell’Omega. La rasatura è diventata una coccola e un gesto da vero uomo alfa. Anche se devo ammettere che la pensavo più “dura” come rasatura… sarà che le lame Astra sono molto permissive. Comunque è il top.

Dopo i primi utilizzi posso confermare che rade benissimo. Le lamette Astra sono molto morbide, mentre le Feather effettivamente sono abbastanza dure e se non vengono usate con attenzione e, soprattutto, se non si fa attenzione alla preparazione della barba, possono provocare tagli e irritazioni. Il rasoio di sicurezza a pettine chiuso (o closed comb) è molto confortevole, ma penso che il suo utilizzo sia ottimo con la barba di qualche giorno… se è troppo lunga perde di efficacia.

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Radersi come un Uomo Alfa – Capitolo 1: Pericolo di morte

Cosa nasconde questa bellissima scatola (con un sistema di chiusura degno di uno scrigno)?

Un rasoio a mano libera di alta qualità del marchio giapponese Titan. Il rasoio è fatto a mano, così come l’affilatura della lama che è veramente tagliente. La lama è realizzata con il miglior acciaio giapponese mentre il manico è in legno di mogano scuro con incastonato il simbolo Titan in un elegante colore oro.

Ho appoggiato la lama del rasoio alla guancia e ho provato ad abbassarla di pochi millimetri… mi sono messo a piangere dalla paura di morire sgozzato. Un oggetto bellissimo che mi ha aperto un mondo nuovo e affascinante. Ormai ho deciso di cambiare le mie tecniche, il mio stile e i miei strumenti per la rasatura. Nulla sarà più come prima.

Ovviamente a completare il regalo era presente una coramella di cuoio per la cura del filo della lama.

Mi sto abbandonando alla pogonotomia.

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La vita perfetta

Quello che riporto di seguito è un articolo che avevo pubblicato, se non ricordo male, su borotalcol.org… oppure su una precedente versione del mio sito basata sul CMS Serendipity. In ogni caso lo ripropongo…


Molto probabilmente queste righe sono il frutto della serata che sta iniziando. Per chi non lo sapesse oggi è venerdì. Sono a casa da solo, i parents sono fuori e sono davanti al pc con un cuba libre fatto a mano con tanto di lime e zucchero di canna. Spero di riuscire e postare le foto della preparazione nei prossimi 3 anni. Colonna sonora: Hotel Costes. Puro polleggio. Mi accorgo solo adesso che il titolo del post e la descrizione di questo inizio serata possono portare il lettore a facili accostamenti… eppure non è mia intenzione. La vita perfetta richiamata dal titolo non è la mia, bensì quella di alcune persone che si ha la fortuna (o la sfortuna) di incontrare. Quelli che magari subito non ti danno confidenza ma poi basta poco per rovesciarti addosso confidenze e segreti che tu guarderesti bene dal divulgare. Quelli che tu dici una cosa e loro dicono di aver vissuto una esperienza simile sulla loro pelle, però infinitamente migliore. Quelli che hanno sempre un mare di ragazze ai loro piedi. Quelli che non devono mai attaccare gancio con le ragazze, perchè tanto sono le ragazze che ci provano (in modo palese e sensuale) con loro. Quelli che sono stati in posti migliori dei tuoi. Quelli che entrano nei locali che tu vedi solo dalla fine della fila perchè tanto non ti faranno entrare. E poi mi viene in mente Paperino. Un racconto dove lui immaginava una sua vita perfetta. Dirigente di una importante azienda, sposato con Paperina, una lussuosissima macchina (e non la vecchia 313), Zio Paperone in fase di pensionamento che gli avrebbe lasciato tutta la sua immensa fortuna… …una vita perfetta… buca sui campi da golf al primo tiro… vittoria in ogni gara con i motoscafi… ogni agio e ogni lusso possibile… mai una cosa storta… …poi però inizia a diventare apatico, grasso, insofferente, annoiato… …si sveglia dal sogno e la prima cosa che chiede a Zio Paperone è di essere messo su un aereo diretto al polo nord per risolvere i soliti problemi dello Zione… fin che c’è decide di prendere l’aereo più scassato… giusto per essere sicuro di avere dei problemi già durante il viaggio… Il perdente… ecco una figura sottovalutata ma mitica… Quanto mi piacciono i perdenti… quelli che ci provano… i Paperino della situazione. Quelli che si godono la vita in ogni momento perchè è la vita che li mette alla prova. E’ la vita che gli tira dei pugni nello stomaco. Quelli che le ragazze le devono inseguire… Quelli che rimangono fuori dai locali perchè non hanno la camicia… Quelli che si impegnano ma che falliscono… Quelli che non hanno la macchina nuova ma non si fanno problemi a parcheggiarla dove ce n’è bisogno… Quelli che quando una ragazza gli dice “Andiamo?” loro sono talmente ubriachi che vanno a smarrirsi in un non meglio identificato punto della spiaggia… Quelli che come il coyote non smettono mai di provarci e si rialzano con le ferite ancora doloranti ma con la voglia di continuare a giocare… Perchè a me i perdenti sono sempre stati simpatici… quando ti raccontano le loro avventure nascondono dietro il loro timido sorriso il piacere per averci provato ed aver fallito… quella piacevole sensazione che ti fa sentire un eroe anche se, in fondo, non hai fatto nulla di speciale. In attesa della prossima caduta!


La foto che avrei sempre voluto utilizzare per questo articolo era la vignetta finale del racconto di Paperino citato nel post. Ma non sono mai riuscito a recuperarla, per questo motivo ho utilizzato la foto del cuba libre che avevo preparato quel venerdì sera citato nel testo.

Questo post è dedicato a Paperino. Con me nella foto e co-autore del blog borotalcol.org.

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Total Digital Experience

Ormai sappiamo tutti cos’è la “customer experience”… è una delle espressioni maggiormente utilizzate in organizzazione, marketing, gestione aziendale, organizzazione lean, ecc. ecc.
Ma ai nostri giorni la “customer experience” (è inutile affermare il contrario) deriva da una sempre maggiore informatizzazione dei processi e delle modalità di interazione tra il cliente e la società fornitrice del bene/servizio. Sia ben chiaro che la “customer experience” è anche altro… ma comunque poco altro rispetto all’informatica.

E come diceva un mio professore alla facoltà di ingegneria informatica:

“un programma o funziona o non funziona. E se un programma funziona… funziona per tutti.”

Questa frase mi ha sempre fatto riflettere, soprattutto quando si fanno interventi software volti a migliorare la “customer experience”. Trovo riduttivo infatti ricondurre uno sviluppo software al soddisfacimento dei bisogni o per aumentare la soddisfazione dei clienti. Se uno sviluppo software funziona, funziona sia per i clienti sia per i clienti interni (ovvero coloro che all’interno delle società si occupano delle attività oggetto di sviluppo). Proprio perché se uno sviluppo software viene fatto bene, con logica, con coerenza e con un obiettivo ben definito, i vantaggi non sono limitati al cliente “esterno”, ma si propagano (magari in modo ridotto) anche sui “worker” (ovvero coloro che agiscono il processo che ha beneficiato dell’intervento software). Ecco che in questo caso allora i “worker” diventano veramente clienti “interni” nel senso che anche loro beneficiano dell’intervento di evoluzione software.
Beh quindi a questo punto mi chiedo se abbia ancora senso parlare di “customer experience”. Secondo me i benefici dell’intervento devono essere riassunti in questo modo:”

“customer experience” (anche detta “internal customer experience”) + “worker experience” (anche detta “external customer experience”) = “total digital experience”

Proprio perchè l'”experience” migliora per tutti gli attori coinvolti nel processi oggetto di sviluppo e la natura dell’intervento è (ormai quasi sempre) puramente digitale.

Come ultima cosa, vorrei farvi notare come questo sia il post che, a livello mondiale, ha il maggior numero di ” (doppi apici).

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Probably the best stroller in the world

Ho deciso di inserire una nuova categoria all’interno del sito e chiamarla “gear”, per contenere tutte quelle cose, tutti gli acquisti, tutti gli oggetti e il materiale non altrove classificabile. E cosa c’è di meglio, per inaugurare questa nuova categoria, che partire con quanto di più lontano dall’informatica ci possa essere come un… passeggino.

Il passeggino Valco Baby Snap 4 (perchè dotato di 4 ruote, c’è anche il modello co n3 ruote) viene direttamente dall’Australia e viene venduto solo nei negozi convenzionati (non on line). Viene venduto smontato, ma il montaggio è un gioca da ragazzi.

C’è poco da dire… è semplicemente splendido… leggero, spartano e unico.

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John Titor e l’esemplare di IBM 5100

Post tratto dal blog borotalcol.org.

Forse per qualcuno di voi la storia di John Titor è roba vecchia, ma forse molti di voi non sanno neppure chi sia. Per cui prima di partire per le mie ferie (e lasciare il sito incustodito per almeno un paio di giorni…) vi lascio un argomento da approfondire: la storia di John Titor, il presunto viaggiatore nel tempo…

e mi raccomando di credere ciecamente a tutto quello che leggete.

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Dream Theater – Images words & beyond

5 Maggio 2017 a Firenze… noi ci siamo.

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