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Kobo Aura Edition 2

Dopo aver distrutto il display del mio ebook reader Pocketbook Touch Lux 3 (il primo ebook reader) ho deciso di optare per un Kobo Aura Edition 2. Il prezzo è simile (intorno ai 115/120 euro) ma ho deciso di cambiare perchè il Pocketbook aveva qualche pecca e volevo capire se il Kobo fosse migliore. Ovviamente non ho preso in nessuna considerazione gli ebook reader di Amazon (che evito come la peste per i soliti motivi). Ok dai… specifichiamo quali sono i soliti motivi. Il formato proprietario… non voglio comprare ebook che non siano compatibili con gli standard aperti e che sono compatibili solamente con i dispositivi e i formati rilasciati da Amazon.

Ecco un po’ di foto sul dispositivo Kobo Aura Edition 2. In fondo ho provato a riassumere in una tabella i pro e contro di ogni dispositivo. Senza nulla togliere al Pocketbook Touch Lux 3 (il primo amore non si scorda mai), devo ammettere che il Kobo Aura è una spanna sopra.

Pro’sCon’s
Pocketbook Touch Lux 3– molto comoda la possibilità di interfacciarsi direttamente con DropBox. In questo modo è possibile caricare libri sul Pocketbook Lux 3 senza collegare il cavo
– memoria espandibile tramite scheda micro SD
– ottima qualità del display
– display retroilluminato
– i tasti fisici per scorrere le pagine emettono un fastidioso “click”
– schermo non preciso. Anche aggiornando il software a volte le pagine non scorrono nel verso desiderato
-sistema operativo lento
Kobo Aura Edition 2– display con aree configurabili per sfogliare avanti e indietro il libro. Questo rende il libro comodo da leggere a prescindere dalla mano utilizzata per sfogliare l’ebook
– display sensibile e senza ritardi
– sistema operativo veloce
– ottima qualità del display
– display retroilluminato
– la memoria non è espandibile

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Asrock Ion 330

E’ un po’ che volevo scrivere questo articolo per documentare l’acquisto e il successivo modding che ho fatto all’ASrock Ion 330. Ho comprato questo PC per utilizzarlo come HTPC attaccato alla mia televisione tramite cavo HDMI. Inizialmente ho usato Windows XP con sopra Media Portal e successivamente XBMC. Adesso lo utilizzo con LibreElec e Kodi come media player.

L’idea che avevo fin dall’inizio era quella di rimuovere il lettore DVD, inserire due dischi, uno per il sistema operativo e uno per contenere tutti i file multimediali da utilizzare sull’HTPC. Inoltre volevo installare una nuova ventola enorme, potente ma silenziosissima. Ecco la storia fotografica dall’unboxing fino all’assemblaggio finale del mio modding. In fondo all’articolo ho inserito anche la documentazione ufficiale in formato PDF.

Unboxing

Ecco come appare l’ASrock Ion 330. Nella parte frontale si trova il lettore DVD e il pulsante di accesione; mentre nella parte posteriore si trovano lo spinotto per l’alimentazione, le uscite audio tra cui una digitale, la porta per il cavo di rete (anche se è disponibile il modulo WiFi), 6 porte USB, pa porta HDMI, l’uscita video e l’eSata per i dischi esterni che supportano questo formato.

Lo smontaggio

Svitando le viti sul pannello posteriore è possibile togliere la parte superiore del case per avere pieno accesso al case e da lì iniziare a smontare tutti i componenti. Come detto l’idea era quella di togliere il lettore DVD in modo da fare arrivare l’aria della nuova ventola direttamente sui dischi e sui processori, aumentando il potere di raffreddamento dell’intero sistema e, al contempo, diminuire la rumorosità.

Fori di ventilazione e frontale

Purtroppo, considerando le mie scarse abilitò manuali, ho fatto un lavoro molto “hard” per creare il foro nella parte alta del case. Nel supporto interno invece ho praticato facilmente il foro utilizzando il Dremel. Nella parte alta del case ho fatto un buco in modo da poterci alloggiare una ventola abbastanza grossa appoggiata su 4 piedini in silicone in modo da azzerare completamente il rumore dovuto alle vibrazioni. Infine ho dovuto praticare un altro foro piccolo per fare passare il cavo di alimentazione della ventola e poterlo collegare alla presa presente nella scheda madre.

Il riassemblaggio

Ora non resta che riassemblare il tutto.

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Quando i DRM degli eBook ledono la mia libertà

Compro un eBook su internet.  Si tratta di un libro in formato .EPUB protetto con il sistema DRM (Digital Rights Management) sviluppato da Adobe per i libri digitali. Il prodotto di Adobe per la gestione di questo tipo di file è Adobe Digital Edition. Serve ovviamente una utenza e una password in modo da poter leggere i libri protetti con questa tipologia di DRM. Quindi, ad esempio, sui vari lettori di ebook è necessario inserire le proprie credenziali ottenute con Adobe Digital Edition e diventa possibile leggere il libro.

Fin qui tutto bene, ma a volte gli eventi prendono strade impreviste e improvvise che ci costringono a scontrarci con il sistema…

Sono arrivato all’inizio del capitolo finale del libro (che mi sta prendendo benissimo e non vedo l’ora di leggere le pagine finali) quando, per uno spiacevole incidente, mi si rompe il lettore di eBook (come da foto).

l'eBook reader rotto

Ok nessun problema… il file è presente anche sul mio portatile con installato linux Mint e Calibre e lo posso leggere anche da lì. Sarà un po’ più scomodo ma alla fine mancano solo i capitoli finali e quindi ce la posso fare.

Apro Calibre, seleziono il file, attivo la modalità lettura… impossibile leggere il file perchè è protetto dal sistema DRM….

errore in Calibre per DRM

Bene. La mia rabbia sale oltre ogni limite. Maledetto Copyright… ma perchè non c’è il Copyleft sul mio libro?

Ma qual’è il problema?

Il motivo è semplice… Adobe non ha sviluppato la versione del programma Adobe Digital Edition per linux e quindi Calibre (ma nessun altro programma) è in grado di leggere in ambiente linux i file protetti da DRM.

Questa cosa è inammissibile. E’ come andare in libreria, comprare un libro cartaceo, pagarlo alla cassa e poi, sentirsi dire dal cassiere: “questo libro può essere letto  a casa, in ufficio ma non sui mezzi pubblici o nei parchi”.

Io pago. Io leggo dove voglio e su qualsiasi sistema operativo e con qualsiasi software.

Ovviamente la cosa non finirà qua. Io devo finire i libro e lo voglio leggere dove preferisco.

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CompeGPS Land e gli e-roadbook

Sottotitolo: “come esplorare nuovi percorsi con un navigatore personale al proprio fianco”..

Gli e-Roadbook introdotti da CompeGPS/TwoNav derivano dallo strumento utilizzato da sempre in ambito rallystico dal navigatore per aiutare il pilota a destreggiarsi su percorsi mai provati prima.
Allo stesso modo gli e-Roadbook servono per caricare un percorso che sarà poi possibile utilizzare come traccia per la propria escursione o giro o viaggio beneficiando di informazioni aggiuntive che possano aiutare sia a navigare meglio (segnaletica, indicazioni di svolta, ecc) sia di avere maggiori informazioni sotto forma di testi o foto.

I dispositivi TwoNav possono gestire gli e-Roadbook nei seguenti formati:
– TRK
– BTRK

Come si vede dal formato dati supportato (TRK e BTRK) gli e-Roadbook non sono altro che file traccia con l’aggiunta di immagini e descrizioni più o meno approfondite. Ovviamente per poter creare un e-Roadbook è necessario avere a disposizione:
– CompeGPS Land
– un file traccia
– le informazioni e le foto da aggiungere alla traccia. Comunque è necessario dire che è possibile utilizzare anche solamente le icone già presenti all’interno di CompeGPS Land (che normalmente vengono utilizzate per i waypoint).

Aprire ComepGPS Land e creare una nuova traccia oppure crearne una nuova. Selezionare la traccia con il tasto destro del mouse per attivare il suo menù contestuale e selezionare la voce “Edita roadbook” o qualcosa di simile (dipende dalle versioni e dalla lingua utilizzata per il software). A questo punto si apre una nuova finestra “volante” che permette di editare i singoli waypoint che compongono il tracciato ed aggiungere le immagini o le descrizioni. Generalmente, visto che uso gli e-Roadbook come guida per le uscite in MTB, evito di utilizzare descrizioni troppo prolisse o immagini e utilizzo soltanto le icone già presenti all’interno del programma per indicare le svolte ai bivi o agli incroci in modo da non sbagliare strada rispetto alla traccia che voglio seguire.

Una volta finito salvo il mio e-Roadbook sia in formato .TRK sia in formato .BTRK. E’ bene sottolinare che il file .BTRK non è modificabile e qundi è buona norma non cancellare il file .TRK. Se vogliamo apportare modifiche all’e-Roadbook l’unico modo è quello di lavorare sul file .TRK e solo successivamente risolvarlo nel formato .BTRK.
Preferisco avere entrambe le estensioni solamente per un motivo di sicurezza (anche se nel nome del file metto sempre una sigla per identificare le traccie normali rispetto a quelle che contengono e-Readbook).
Sul dispositivo TwoNav Sportiva carico entrambi i file però poi utilizzo quello in formato .BTRK.

Navigazione di un e-Roadbook
una volta caricato il file .BTRK sul dispositivo TwoNav Sportiva, per iniziare a seguire la traccia è necessario seguire questi punti:
– Menù principale > Start!
– Elenco tracce: Selezionare l’e-Roadbook che si intende utilizzare e premere il pulsante ‘Naviga’.
– Finestra carta: Identificare l’e-Roadbook che si intende utilizzare, selezionarlo tenendo premuto per aprire il menù contestuale e premere ‘Naviga’.

Ulteriori informazioni possono essere trovate sui seguenti manuali ufficiali:

Ed ecco i file che potete utilizzare per testare l’utilizzo degli e-roadbook con il vostro software e il vostro dispositivo:

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Asus F556U – installare disco SSD

Ho cambiato portatile. Ho comprato un Asus F556U con processore Intel Core i7, 4 GB di RAM, 500 GB di disco fisso e scheda grafica Nvidia GeForce (finalmente ho eliminato le schede dell’ATI che con Linux danno solo problemi).

La prima cosa che ho fatto è stata aggiungere un modulo di RAM da 8 GB della Corsair e montarla nell’apposito slot raggiungibile dalla parte posteriore dello chassis.

Ovviamente il sistema operativo installato era un terribile Windows 10… uso il passato perchè dopo un paio di giorni di utilizzo (solo per vedere la velocità) ho installato l’ultima versione di Linux Mint. I tempi di risposta nonostante il pc fosse nuovo e i programmi installati fossero ridotti al minimo erano terribili. Di seguito i tempi di avvio sia con Windows 10 sia con Linux Mint.

  • win 10 dal boot al login 45,80 secondi
  • win 10 dal login ad essere operativo 18 secondi
  • mint 18.3 dal boot al login 29,58 secondi
  • mint 18.3 dal login ad essere operativo 23,40 secondi

Ho comprato un disco SSD per sostituire quello installato di default ed anche il peso è nettamente inferiore in quanto l’SSD pesa 26 grammi contro i 45 grammi del HDD.

Come prima cosa consiglio di guardare i vari video presenti su internet in modo da vedere dove sono situate tutte le viti da svitare per poter rimuovere la parte di sotto della copertura e vi consiglio di ordinare le viti nello stesso ordine in cui si presentano nello chassis in modo da non sbagliarsi nel corso del rimontaggio. Come ultima cosa tenete a portata di mano una carta di credito o qualcosa di simile in modo da utilizzarla per fare forza per staccare lentamente la copertura del pannello posteriore che è ad incastro.

Il retro del portatile… per smontare tutte le viti è necessario aprire il pannello della memoria RAM e togliere il gommino in alto a sinistra (vedi foto)

Le viti tolte e ordinate con lo sportellino dello slot per la memoria RAM

Come si presenta la scheda madre una volta tolta la copertura posteriore. A sinistra si nota il lettore DVD e sotto il disco fisso… a destra la RAM e sotto la batteria.

Il dettaglio del disco fisso con le due linguette da sollevare per poter sganciare il disco. Ovviamente vanno svitate anche le viti che tengono montata la slitta nell’alloggiamento.

Il vecchio disco rimosso.

La parte che deve essere staccata per poter procedere alla sostituzione del disco con la porta USB e il jack audio.

Il nuovo disco SSD montato sulla slitta di supporto.

Il disco SSD rimontato sulla scheda madre. A questo punto non rimane che rimontare la basetta con porta USB e jack audio e poi rimontare la parte posteriore del portatile facendo attenzione a non forzare. Poi richiudere con le viti.

Con il nuovo disco SSD le prestazioni con Linux Mint sono le seguenti:

  • mint 18.3 dal boot al login 14,80 secondi
  • mint 18.3 dal login ad essere operativo 3,84 secondi

Direi non male… senza contare che la maggiore velocità si ripercuote nel normale utilizzo con una ricaduta positiva sull’esperienza finale.

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NAS domestico con Synology DS115j

Prima o poi un nerd sente il bisogno di avere a disposizione un NAS (Network Attached Storage) per poter gestire la grande mole di dati accumulati negli anni e rendere i file disponibili da tutti i dispositivi digitali. La mia scelta è caduta sul NAS della Synology modello DS115j con uno slot interno che può ospitare dischi fino a 16 TB (dimensione massima singolo volume) e su un disco Western Digital da 4 TB della linea RED (ovvero la linea destinata agli utilizzi più intensivi e gravosi in termini di cicli di lettura/scrittura).

La scatola del NAS e il disco della Western Digital da 4 TB della linea RED per utilizzi intensivi.

Come si presenta la scatola aperta del NAS.

Ecco il contenuto della scatola, oltra al NAS è presente un alimentatore, un cavo di rete, le viti e le istruzioni.

La parte frontale del NAS.

Il retro del NAS con le porte USB, la porta di rete e l’alimentazione.

Il NAS aperto

La slitta dove deve essere innestato il disco.

Il disco montato sulla slitta del NAS.

La configurazione del NAS come riportato sulla guida.

Il router wireless che utilizzo per rendere il NAS disponibile in rete locale.

Ecco il sistema completo: NAS + router wireless.

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EasyCAP con Linux Mint – Prova con un DVD player

Come tutti quelli che da giovani hanno avuto a che fare con le videocassette, anche io, sto passando la fase in cui sento il bisogno di convertire i vecchi VHS in formato digitale.

Visto che con Linux la cosa non mi sembra semplicissima, prima di provare con il videoregistratore ho deciso di fare prima un tentativo con un vecchio DVD player che ho relegato in cantina da parecchi anni.

Dalle informazioni che ho trovato l’occorrente è una chiave USB denominata EasyCAP, un DVD player (o un videoregistratore), cavetteria varia e un programma in grado di gestire un flusso video in input come, ad esempio, l’immancabile VLC. Il dispositivo EasyCAP l’ho comprato su ebay e sono andato completamente a caso… l’unica cosa incoraggiante è che sul dispositivo è presente la scritta Easier CAP (ancora meglio dell’originale) e la spia verde si accende quando la collego alla porta USA del portatile.

Per controllare che il sistema recepisca correttamente la chiavetta EasyCAP è necessario lanciare i seguenti comandi prima e dopo aver collegato la EasyCAP alla porta USB, in modo da accertarsi della corretta individuazione da parte del sistema operativo. I comandi sono:

lsusb

ls /dev | grep -i video

Come si può vedere dalla schermata seguente, il dispositivo è stato riconosciuto come Fushicai USBTV007 Video Grabber [EasyCAP] ed è presente come dispositivo video1. Il fatto che ci sia scritto [EasyCAP] mi dà fiducia e il dispositivo video1 sarà quello che utilizzeremo per ottenere il flusso video che esce dal DVD player (e in futuro dal nostro videoregistratore).

E siamo a buon punto. Adesso procediamo con il collegamento dei cavi audio e video tra EasyCAP e il retro del nostro DVD player (seguiamo i colori… banale ma meglio ricordarlo).

A questo punto è necessario avviare VLC e selezionare Apri -> Apri periferica di acquisizione e impostare i parametri come indicato nella foto (è qui che dobbiamo indicare il dispositivo video1) e poi basta premere Riproduci per visualizzare l’output del video che stiamo riproducendo con il DVD player (in questo caso è il film Speed Racer, che non è certo passato alla storia).

Se all’interno di VLC selezioniamo Riproduzione ->Registra è possibile salvare quanto viene visualizzato a video. L’unico inconveniente è che il video prodotto occupa una esagerazione di spazio disco; per questo motivo successivamente sarà necessario convertirlo con un programma apposta.

Adesso che ho visto che la chiavetta EasyCAP funziona correttamente con Linux Mint 18.3, posso provare a collegare il vecchissimo videoregistratore VHS… ma questo alla prossima puntata.

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Raspberry Pi3 con case stampato in 3D

Dopo aver compreto il Raspberry Pi3 ho volto prendere un case da poter attaccare al monitor direttamente tramite gli attacchi VESA presenti sul retro del monitor. In questo modo vado a risparmiare spazio, ottimizzare i cavi e avere un sistema compatto e facilmente trasportabile. Vediamo i dettagli.

Il Raspberry Pi3 confrontato con il mouse, i due pezzi del case stampato con una stampante 3D e il dongle con il ricevitore Wireless.

Un altra immagine per confrontare le dimensioni della scheda del Raspberry con un comune muse a testimonianza delle dimensioni contenute del pc.

Un ingrandimento sul case stampato in 3D da una stampante “domestica”… è possibile notare gli strati sovrapposti del materiale plastico utilizzato per la stampa.

Il Raspberry visto dal basso dove è possibile vedere la scheda SD inserita nell’apposito slot.

La parte laterale con la porta micro USB per l’alimentazione, l’uscita HDMI e il jack audio.

Il Raspberry fissato alla base del case.

Il case chiuso e completamente assemblato.

Il case attaccato al monitor tramite gli attacchi VESA.

Il case contenente il Raspbeyy attaccato al monitor tramite gli attacchi VESA presenti sul retro del monitor.

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PocketBook Touch Lux 3

Ho ceduto alla tentazione e alla curiosità di darmi agli ebook al posto dei tradizionali libri di carta. Dopo una lunga riflessione la mia acelta è caduta sul PocketBook Touch Lux 3. Cercavo un ebook reader che non fosse “proprietario” di case editrici o altri siti di vendita on line di ebook come Amazon e sulla possibilità di utilizzare i più diffusi formati.

Sotto trovate le foto del prodotto appena scartato e l’aggiornamento del software alla prima accensione del dispositivo (ovviamente deve essere disponibile una rete wi-fi).

Caratteristiche:

Processore da 1GHz.

Display 6 pollici retroilluminato utile per la lettura al buio o in condizioni di scarsa illuminazione di tipo capacitivo multisensore.

Schermo E Ink Carta HD con risoluzione 1.024×758.

Moltissimi formati supportati ad eccezione dei formati CBR, CBZ (molto diffusi per i fumetti digitali) e dei formati proprietari di Amazon.

Per quanto riguarda la connettivitá oltre alla porta Micro USB (che funziona sia per il trasferimento dei dati sia per la ricarica) il dispositivo supporta il wi-fi e ha uno slot micro SD (fino a 32 GB) per espandere la memoria interna che è di 8 GB.

In modalità lettura (senza wi-fi e senza retroilluminazione) la batteria ha una durata di circa 4 settimane.

Molto comodo da utilizzare grazie ai tasti “virtuali” e a quelli “fisici”. Il dispositivo persa circa 180 grammi.

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Collegare Recalbox su Raspberry ad un monitor DVI

Acquistato Raspberry PI terza generazione.

Come prima cosa ho provato ad installare Recalbox e EmulationMachine per poter fare un po’ di retrogaming con Mame e roba simile. Dopo aver collegato il Raspberry al televisore tramite il classico cavo HDMI non ho avuto nessun problema e dal televisore uscivano sia il video sia l’audio.

Ho provato a collegare il Raspberry ad un monitor con solo l’ingresso DVI tramite un cavo con adattatore, ma sul monitor, dopo la schermata iniziale, non compariva più nessuna immagine e il monitor andava in standby come se non ci fosse nessun segnale video. Ho riavviato il Raspberry e premuto il tasto Shift per accede al menù di NOOBS e sono andato nella sezione delle impostazioni.

A questo punto è sufficiente andare nella sezione per la modifica del file config.txt file, e commentare (con il simbolo ‘#’) la riga:

hdmi_drive=2

in modo da farla diventare:

#hdmi_drive=2

Salvando e riavviando il sistema è possibile controllare l’esito della modifica. Su alcune versioni di Recalbox (se non mi sbaglio dalla versione 4.0 in avanti) la partizione di boot (/boot) è in modalità sola lettura; per questo motivo è necessario, prima di modificare il file config.txt, è necessario montare la partizione /boot in modalità lettura/scrittura. Per farlo è necessario andare nella root e digitare il seguente comando:

mount -o remount, rw /boot

noobs01

noobs02

noobs03

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Via Artigo A1000

Sempre più piccolo… ecco il mio pc/server dalle dimensioni ultra compatte. Avevo bisogno di un piccolo server per testare alcune applicazioni web-based in ambiente Apache/Tomcat. In commercio non si trovano servizi di hosting con tecnologia java, e quindi ho deciso di realizzare un piccolo server in casa. La scelta è ricaduta sull’Artigo A1000 prodotto dalla Via Technologies.

Tecnicamente l’Artigo A1000 appartiene alla famiglia dei barebone; computer piccoli, relativamente poco potenti e dai bassissimi consumi energetici. Vengono venduti in kit di montaggio e bisogna aggiungere il disco fisso e la memoria RAM.

Specifiche tecniche:

CPU: VIA C7 1Ghz

Chipset: VIA VX700 Unified Digital Media IGP Chipset

RAM: 1 DDR2 533 SODIMM Socket (Max 1 Gb)

Supporto per Hard Disk: 1 connettore IDE e 1 connettore SATA per dischi da 2,5″ (nella confezione è incluso un connettore per il disco IDE; per il disco SATA l’adattatore è da prendere a parte, e non è facile trovarlo)

Sistemi operativi supportati: Windows 2000, XP, WinCE, XPe, Linux

USB: 4 porte USB sul pannello frontale

LAN: 1 porta 10/100 Mbps RJ-45

Audio: Audio integrato High Definition Audio

Porte audio: 1 line-out, 1 line-in

Uscita video: 1 porta VGA (nella confezione è incluso un cavo per ottenere una uscita DVI; però in questo caso bisogna fare una apertura apposta nel case)

Dimensioni: 15cm (L) * 11cm (D) * 4,5cm (H)

Peso: circa 520 grammi

Nella foto seguente è possibile vedere i componenti presenti all’interno del kit di montaggio (oltre ovviamente alle istruzioni).

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Il pomo della discordia

Fermo restando che su un qualsias Pc può essere installato praticamente qualsiasi sitema operativo, mi chiedo come mai il sistema operativo della Mela non sia altrettanto facilmente installabile.

Un mio amico mi ha venduto il cd di installazione di Tiger… staremo a vedere. Al massimo installo Puppy Linux, o un qualsiasi sistema operativo da tostapane…

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Asus Eee 701

Nonostante i prezzi mediamente alti, sono riucito a trovare un Eee pc ad un prezzo non esagerato. Non ho ancora avuto modo di testarlo pesantemente. Il sistema operativo installato è decente, ma la mia voglia di smanettare mi ha già spinto a cercare nuovi sistemi operativi da installare. Molto probabilmente nei prossimi post dedicherò ampio spazio a questa tematica.

Comunque la prima impressione è più che positiva. Certo la tastiera non è il massimo, e anche il touchpad ha i suoi difetti, però non si poteva certo fare di meglio, viste le dimensioni veramente lillipuziane del dispositivo. Anche il monitor sembra piccolo, però devo dire che preferisco questa versione alle successive. Se voglio un monitor di grosse dimensioni, una tastiera standard e prestazioni elevate, allora devo prendere un notebook, non un netbook. L’idea è geniale, non a caso tutti gli altri costruttori di pc hanno seguito le orme tracciate da Asus.

Farò ulteriori commenti quando avrò testatato questo piccolo gioiello in tutti i normali ambiti di utilizzo. Per adesso mi lascio travolgere dalla malattia che accomuna gli smanettoni, e cercherò di installare un primo sistema operativo diverso da quello fornito dalla casa madre.

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Nerd 1 – Informatica che non ti vuole bene 0

La rivincita dei Nerds non è solo uno splendido film (ormai divenuto un vero cult). E’ qualcosa di più. E’ riuscire a far rivivere il proprio computer fisso.

La tragedia: premo il pulsante di accensione… sento provenire rumori sinistri dall’alimentatore… il monitor passa in modalità stand-by… il disco gira a vuoto. Le spengo. Lo riaccendo. Puff… mi sento mancare.

Primo intervento a cuore aperto: sostituzione dell’alimentatore. Maledetto alimentatore non di marca, sei tu il colpevole. Stacco la cavetteria… rimuovo il vecchio alimentatore… inserisco il nuovo alimentatore… attacco tutta la cavetteria… premo il pulsante di accensione… il silenzio…

Secondo intervento a cuore aperto: stacco tutto dalla scheda madre… rimuovo il dissipatore dal processore… tolgo il processore e lo monto sulla nuova scheda madre… rimonto il dissipatore…collego tutta la cavetteria (compreso i piccolissimi cavetti per l’usb frontale e le spie, un delirio per uno con mani normo dotate)… fisso la scheda madre al case… collego dischi e dvd… premo il pulsante di accensione… il tripudio…

Nerd 1 – Informatica che non ti vuole bene 0

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