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Eric S. Raymond – La cattedrale e il bazaar

La cattedrale e il bazaar di Eric Steven Raymond è un testo (o saggio… ma mi sembra eccessivo) del 1997 dove Raymond, utilizzando come esempio lo sviluppo del software fetchmail (sviluppato dallo stesso Raymond), analizza il successo della metodologia di sviluppo software introdotte la Linus Torvald per il progetto Linux, in contrasto al paradigma di programmazione “a cattedrale” in voga in gran parte del mondo commerciale (ma anche all’interno della stessa Free Software Foundation di Stallman di cui Raymond era un “seguace”). L’analisi dei due modelli viene condotta confrontando le diverse modalità di interpretare l’attività di debugging.

Al di là dei tecnicismi però ci sono degli spunti molto interessanti che scorrono costantemente su due binari paralleli: da un parte Raymond con il suo software fetchmail e sull’altro binario Torvalds con Linux e la grande rivoluzione del software open source.

Stallman storcerebbe il naso ad una simile definizione… preferirebbe “free software”… ma d’altronde HURD non ha ancora visto la luce…

Ed ecco le 19 regole che emergono, come capisaldi, dal nuovo paradigma del bazaar:

  1. ogni buon lavoro software inizia dalla frenesia personale di uno sviluppatore.
  2. I bravi programmatori sanno cosa scrivere. I migliori sanno cosa riscrivere (e riusare).
  3. “Preparati a buttarne via uno; dovrai farlo comunque.” (Fred Brooks, “The Mythical Man-Month”, Capitolo 11)
  4. Se hai l’atteggiamento giusto, saranno i problemi interessanti a trovare te.
  5. Quando hai perso interesse in un programma, l’ultimo tuo dovere è passarlo a un successore competente.
  6. Trattare gli utenti come co-sviluppatori è la strada migliore per ottenere rapidi miglioramenti del codice e debugging efficace.
  7. Distribuisci presto. Distribuisci spesso. E presta ascolto agli utenti.
  8. Stabilita una base di beta-tester e co-sviluppatori sufficientemente ampia, ogni problema verrà rapidamente definito e qualcuno troverà la soluzione adeguata.
  9. Meglio combinare una struttura dati intelligente e codice non eccezionale che non il contrario.
  10. Se tratti beta-tester come se fossero la risorsa più preziosa, replicheranno trasformandosi davvero nella risorsa più preziosa a disposizione.
  11. La cosa migliore, dopo l’avere buone idee, è riconoscere quelle che arrivano dagli utenti. Qualche volta sono le migliori.
  12. Spesso le soluzioni più interessanti e innovative arrivano dal fatto di esserti reso conto come la tua concezione del problema fosse errata.
  13. “La perfezione (nel design) si ottiene non quando non c’è nient’altro da aggiungere, bensì quando non c’è più niente da togliere.” Antoine de Saint-Exupèry (aviatore e designer di aerei, quando non scriveva libri per bambini)
  14. Ogni strumento dovrebbe rivelarsi utile nella maniera che ci si attende, ma uno strumento davvero ben fatto si presta ad utilizzi che non ci si aspetterebbe mai.
  15. Quando si scrive del software per qualunque tipo di gateway, ci si assicuri di disturbare il meno possibile il flusso dei dati – e mai buttar via alcun dato a meno che il destinatario non ti ci costringa.
  16. Quando il linguaggio usato non è affatto vicino alla completezza di Turing, un po’ di zucchero sintattico può esserti d’aiuto.
  17. Un sistema di sicurezza è sicuro soltanto finché é segreto. Meglio diffidare degli pseudo-segreti.
  18. Per risolvere un problema interessante, comincia a trovare un problema che risvegli il tuo interesse.
  19. Stabilito che il coordinatore dello sviluppo abbia a disposizione un medium almeno altrettanto affidabile di Internet, e che sappia come svolgere il ruolo di leader senza costrizione, molte teste funzionano inevitabilmente meglio di una sola.

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I DRM in Calibre

Questo post non vuole essere un incitazione a rimuovere i DRM dai file comprati con Adode Digital Edition, bensì vuole essere una guida per chi volesse alcuni chiarimenti tecnici su come rendere compatibile tale formato con gli eBook reader che non supportano questo formato (o i sistemi Linux senza Vine e senza il programma di Adobe installato).

Innanzi tutto, Adobe Digital Edition non è compatibile con Linux (a meno che non si voglia utilizzare Vine, cosa che io non ho fatto), e quindi è necessario lavorare in ambiente Mac o Win. Io ho scelto, ovviamente, Windows 7 per fare queste prove. Sul PC è installato Adobe Digital Edition con relativa attivazione del profilo.

Collegarsi al sito Apprentice Alf’s Blog giusto per capire di cosa stiamo parlando. Sul sito troveremo il collegamento al sito dove scaricare l’apposito plug in per Calibre che, con ogni probabilità, punterà a questo sito. A questo punto è necessario decomprimere il file .ZIP e installare il plug in direttamente da Calibre andando nella sezione Preferenze. Ricordo che per funzionare correttamente sul PC deve essere installato Adobe Digital Edition tramite Vine altrimenti il plugin per Calibre non sarà in grado di funzionare.

Devo essere sincero che non ho trovato nessun utilità nel plug in… però nei file Pyton contenuti nella cartella del plug in sono stati molto utili. Ma vediamo i dettagli.

Ho scaricato il Pyton 2.7 e l’ho installato sul pc. A installazione completata ho scaricato e installato il modulo PyCrypto.

Quindi, ricapitolando, a questo punto abbiamo Windows 7 con installato Adobe Digital Edition attivato, Pyton, il modulo PyCrypto, il plug in DeDRM decompresso e il file in formato .PDF o .EPUB protetto da DRM. Una volta importato il file .acsm all’interno di Adobe Digital,Edition è necessario inserire l’utente e la password per scaricare il file corrispondente. Tutti i libri protetti da copyright si trovano all’interno della sezione Libreria. è necessario selezionare un file e premere il tasto destro per selezionare l’opzione Mostra il file in esplora risorse in modo da aprire la cartella del,computer che contiene i file con estensione .epub con i DRM.

Eseguendo i 3 programmi Pyton presenti nel plug in DeDRM (che è possibile trovare cercando nelle sottocartelle) denominati:

  • adobekey.py
  • ineptpdf.py
  • inptebup.py

è possibile rimuovere il DRM dai file.

Eseguendo il programma adebekey.py viene visualizzato il percorso del file .DER che contiene le informazioni del certificato digitale di Adobe. Una volta individuato il file .DER è possibile copiarlo in un’altra cartella come un normalissimo file.

Rispettivamente i programmi ineptpdf.py e inptepub.py servono per rimuovere il DRM dai file .PDF o ,EPUB. Lanciando ogni programma vengono richiesti 3 parametri: il percorso del file .DER, il percorso del file di input e il percorso del file di output senza il DRM.

Una volta completata l’operazione viene prodotto un file identico al primo ma senza il DRM e quindi utilizzabile su quei dispositivi che non gestiscono correttamente il certificato di Adobe Digital Edition (come ad esempio Calibre per gli ambienti Linux).

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Paolo Villaggio – Fantozzi, rag. Ugo (La tragica e definitiva trilogia)

Dopo aver visto tutti i film del famoso “Ragionier Fantozzi” decido di buttarmi nella lettura dei libri che li hanno ispirati.

Praticamente è un frullato dei film, con gli eventi, i personaggi e i nomi sparsi qua e là tra le pagine dei 3 libri raccolti in un unico eBook.

Carino il primo, bello il secondo, il terzo a tratti diventa imbarazzante. Si ride a tratti. Però rimane una delle migliori e più longeve analisi della società italiana.

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Caleb Hattingh – 20 Python Libraries You Aren’t Using (But Should)

Giusto per affinare ulteriormente la programmazione in Python (e poter implementare migliorie al bot Factotum che sto realizzando) mi sono letto questo libro.

L’ho scaricato dal sito della biblioteca di Reggio Emilia tra le risorse disponibili gratuitamente.

Le librerie più utili sono le collections (soprattutto l’oggetto namedtuple) e il modulo logging (per evitare di inserire il comando print come se non ci fosse un domani). Usando opportunamente il modulo logging è possibile utilizzare i livelli di debug per avere un output di controllo più o meno “verboso” a seconda delle necessità e scrivendo poco codice aggiuntivo.

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J. G. Ballard – La mostra delle atrocità

ballard_la mostra delle atrocità

Libro dichiaratamente sperimentale e, direi, provocatorio.

Strepitosa la caduta dei confini tra spazio interno e spazio esterno… gli edifici non hanno pareti e e lo “spazio esterno” è un continuum con le stanze vissute e frequentate da personaggi folli.

Le geometrie e i piani dello spazio si innestano, continuano o irrompono sui lineamenti dei personaggi.

Molto sperimentale. E la cosa bella delle sperimentazioni è che solo i critici le possono apprezzare positivamente. Consiglio la lettura di questo libro sotto l’effetto degli allucinogeni (ma quelli sperimentali).

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Sam Williams – Codice libero – Richard Stallman e la crociata per il software libero

Libro che ho preso a caso in seguito ad una ricerca sui libri “informatici” disponibili nella biblioteca elettronica di Reggio Emilia. La prima cosa che mi ha colpito è che il libro proviene da Wikisource e che è soggetto alla licenza “Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)“. L’edizione elettronica del libro (è presente anche una normale versione cartacea) può essere pagata con l regole vigenti per il software libero. L’editore O’Reilly & Associates ha deciso di distribuire il volume sotto la licenza GNU Free Documentation License.

codice libero e richard stallman

Poi mi interessava l’argomento… ma mi spaventava l’idea di leggere una biografia.

Alla fine l’ho letto sotto l’ombrellone

Prima di trascrivere le prime epiche righe del libro, devo anticiparvi che è stata una lettura fondamentale per la mia crescita personale, umana, culturale, informatica e spirituale. E non sto scherzando. Mi si è aperto un mondo. Ecco come si apre il libro:
È successo raramente nella storia, ma è successo, che in un momento in cui sembrava che le regole del gioco fossero immutabili, che i vincitori fossero imbattibili e i perdenti senza alcuna possibilità di riscatto, un uomo solo, assolutamente privo di potere, ricchezze, fama, bellezza, amicizie, un uomo qualunque della specie innumerevole dei perdenti, riuscisse a sovvertire le regole del gioco e a far saltare il banco. La storia raccontata in questo libro è la storia di uno di quegli eventi rari ed è la storia di un uomo eccezionale che nasce perdente e diventa vincente, che non è bello ma affascinante, che non è simpatico ma è adorato come un dio; non ha amicizie vere ma conta migliaia di ammiratori; mette i lunghi capelli in bocca o nel piatto ove sta mangiando ma è conteso ospite alla tavola dei ricchi e dei potenti; non sorride mai ma si traveste da santo mettendosi in testa, a mo’ di aureola, la superficie attiva di un hard disk della prima generazione; non ha i soldi per pagarsi una cena al ristorante ma ha sconvolto un mercato da migliaia di miliardi di dollari.

In questo libro c’è la vera essenza degli hacker e del loro mondo, delle loro caratteristiche e della loro storia passata e presente… perchè il significato è cambiato con l’arrivo dell’informatica di massa e dei personal computer. E si può arrivare, per estrapolazione, alla terza definizione di “cracker”.
Nella mia cultura, il termine “cracker” poteva indicare:

  • l’utilizzo di attacchi “brute force” o comunque invasivi e distruttivi verso sistemi informatici;
  • una persona abile nello sproteggere i programmi come rimuovere il limite temporale nei programmi a tempo, creare keygen e fare crack in modo da bypassare la presenza di “dongle” da collegare al pc.

Ma poi scopro che “la cultura hacker è caratterizzata da un rigoroso senso morale, per cui un vero hacker non danneggerebbe mai un sistema informativo o un programma applicativo; e da una istintiva vocazione per la fraternità, la solidarietà e l’uguaglianza” e allora scopro che se non segui queste regole sei un “cracker”. E questa è la terza definizione di “cracker”. Alla luce di questo aspetto e leggendo la biografia di Stallman, possiamo dire che lui sia un grandissimo hacker… questo aspetto fa passare in secondo piano la sua incredibili capacità come programmatore.

Una cosa è certa… se indossi una cravatta non sei sicuramente un hacker perchè la cravatta viene definita come uno “strangling device” che riduce l’irrorazione cerebrale che si indossa insieme al “suit” che è uno scomodo abito da lavoro.

In questo libro c’è tutto. Non solo la vita di Stallman ma anche tutta l’evoluzione di un mondo che in pochi conoscono. C’è l’informatica degli albori, di quando i computer non erano “personal” e occupavano intere stanze nelle principali università americane, c’è la nascita del software libero, del movimento “open source”, di GNU, di Linus Torvalds e di Linux, c’è la vita e le azioni di altri hacker famosi, c’è la cattedrale e il bazaar, c’è la lotta contro le grandi multinazionali dell’informatica e c’è la libertà.

Inoltre sono contento di aver trovato all’interno dei Jagon Files la conferma di quello che ho appreso nelle mie ricerche e nelle mie immersioni nel mondo digitale… ovvero quali sono le definizione del termine hacker che non corrispondo al vero. Come, ade esempio, il fatto che derivi dal verbo “to hack”… tagliare, fare a fette.

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W. Gibson – La notte che bruciammo Chrome

Primo libro letto di William Gibson. Libro che è una raccolta di racconti di fantascienza cyberpunk. Diciamo che non rispecchia il mio concetto di racconto in quanto, dato il tempo limitato della lettura, mi aspetto una maggiore incisività e soprattutto un effetto sorpresa sul finale, ma forse perchè sono abituato ad autori come Bradbury ma soprattutto Poe che ha fatto dei finali e della costruzione del racconto una vera e propria filosofia di scrittura (leggasi il saggio Eureka)

notte_che_bruciammo_chrome

In ogni modo le ambientazioni e i personaggi sono interessanti, soprattutto considerando che viene considerato il capostipite del genere cyberpunk. Il libro si apre con il racconto “Johonny Mnemonico” (da cui è stato tratto un film con Keanu Reeves)… famoso ma il finale è a dir poco imbarazzante (l’ultima frase spezza le gambe a tutto il racconto). Altri racconti che mi sono piaciuti sono stati “Il continuum di Gernsback” e “New Rose Hotel”.

I due racconti finali scritti in collaborazione con Bruce Sterling (Stella rossa, orbita d’inverno) e Michael Swanwick (Duello) sono forse i più belli e quelli che ricordo con maggiore forza e intensità, però alla fine sono anche i due racconti che più si avvicinano alla fantascienza classica rispetto agli altri racconti presenti nel libro.

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S. Aliprandi – Creative Commons: manuale operativo

Dopo tanti libri,romanzi e racconti sono passato alla lettura del manuale operativo sulle Creative Commons, ovvero su quelle licenze creative a metà strada tra le opere con tutti i diritti riservati e le opere pubbliche. Una licenza che si posiziona tra il copyright (ovvero tutti i diritti riservati) e il pubblico dominio (ovvero nessun diritto riservato). Il manuale è di facile lettura e non si perde in inutili descrizioni legali ma spiega in modo chiaro e molto semplice cosa c’è dietro il Creative Commons, quali siano le motivazioni e l’ideale che stanno alla base di queste licenze e quali sono le applicazioni sia teoriche sia, soprattutto, pratiche.

E’ presente una spiegazione dettagliata degli attributi delle Creative Commons. È presente una sezione di FAQ (che rimandano direttamente al sito) e un intero capitolo dedicato a casi pratici.

Si conferma un testo veloce, una guida facile e immediata per chi vuole cercare di capire qualcosa di più sulle Creative Commons; sicuramente è molto utile per coloro che, come me, hanno un sito Internet, considerata la crescente importanza attribuita ai contenuti e alla loro protezione/diffusione.

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Ray D. Bradbury – L’albero di Halloween

Non ho capito se si tratta di un libro breve o un racconto lungo. Sul mio ebook erano 88 pagine. Parte bene, con il solito simbolismo e i richiami alla festa preferita di Bradbury, però si perde un po’.

Tutto sommato noioso.

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J. G. Ballard – Un gioco da bambini

Libro molto breve che si legge in fretta.
Già dalle prime pagine il lettore può capire tranquillamente che il colpevole è il maggiordomo, ma la costruzione narrativa e i risvolti di critica sociale lo rendono piacevole e interessante da leggere.

In una società totalmente sana, l’unica libertà è la follia.

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Kobo Aura Edition 2

Dopo aver distrutto il display del mio ebook reader Pocketbook Touch Lux 3 (il primo ebook reader) ho deciso di optare per un Kobo Aura Edition 2. Il prezzo è simile (intorno ai 115/120 euro) ma ho deciso di cambiare perchè il Pocketbook aveva qualche pecca e volevo capire se il Kobo fosse migliore. Ovviamente non ho preso in nessuna considerazione gli ebook reader di Amazon (che evito come la peste per i soliti motivi). Ok dai… specifichiamo quali sono i soliti motivi. Il formato proprietario… non voglio comprare ebook che non siano compatibili con gli standard aperti e che sono compatibili solamente con i dispositivi e i formati rilasciati da Amazon.

Ecco un po’ di foto sul dispositivo Kobo Aura Edition 2. In fondo ho provato a riassumere in una tabella i pro e contro di ogni dispositivo. Senza nulla togliere al Pocketbook Touch Lux 3 (il primo amore non si scorda mai), devo ammettere che il Kobo Aura è una spanna sopra.

Pro’sCon’s
Pocketbook Touch Lux 3– molto comoda la possibilità di interfacciarsi direttamente con DropBox. In questo modo è possibile caricare libri sul Pocketbook Lux 3 senza collegare il cavo
– memoria espandibile tramite scheda micro SD
– ottima qualità del display
– display retroilluminato
– i tasti fisici per scorrere le pagine emettono un fastidioso “click”
– schermo non preciso. Anche aggiornando il software a volte le pagine non scorrono nel verso desiderato
-sistema operativo lento
Kobo Aura Edition 2– display con aree configurabili per sfogliare avanti e indietro il libro. Questo rende il libro comodo da leggere a prescindere dalla mano utilizzata per sfogliare l’ebook
– display sensibile e senza ritardi
– sistema operativo veloce
– ottima qualità del display
– display retroilluminato
– la memoria non è espandibile

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A. C. Clarke – 2001 odissea nello spazio

Durante la lettura di questo libro si è rotto il mio primo eBook reader Pocket Book Touch Lux e, per poterlo finire, ho deciso di compare il Kobo Aura 2… ma di questo parlerò in un altro articolo.

Nulla da dire… identico al film ma senza le lungaggini e i silenzi del film di Kubrick.

Solo il finale è completamente diverso… il finale del libro è potente, il finale del film è potentissimo.

S P E T T A C O L A R E

2001 odissea nello spazio

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Sebastian Raschka – Machine Learning con Python

Libro interessante ma, per quanto mi riguarda, poco pratico.

Questo libro parla delle principali tecniche di machine learning, ovvero:

  • apprendimento con supervisione
  • apprendimento senza supervisione
  • apprendimento di rafforzamento

Dopo una ampia ed esaustiva introduzione teorica, si inizia a parlare in Python e le librerie utilizzate sono:

  • NumPy
  • SciPy
  • scikit-learn
  • matplotlib
  • pandas.

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AA.VV. – Corso pratico di Arduino (3 moduli)

Giusto per curiosità ho acquistato tre libri editi da “Area 51 publishing” sul sistema Arduino e la possibilità di collegarci dispositivi di input/output e sulla relativa programmazione.

Per quanto riguarda il primo volume, dopo una introduzione veloce al sistema Arduino e all’utilizzo dell’IDE, il libro affronta i seguenti casi pratici:

  • far lampeggiare un LED
  • far lampeggiare 2 LED
  • leggere dati digitali da seriale
  • leggere dati analogici da seriale
  • accendere LED tramite pulsante
  • leggere segnali da fotoresistenza
  • accendere LED tramite fotoresistenza
  • LED RGB con regolazione manuale
  • comandare un servomotore
  • comandare un servo mediante potenziometro
  • comandare un servo mediante due pulsanti
  • LCD con Arduino
  • LCD e sensore di temperatura
  • comandare un motore passo passo
  • generare una melodia

alla fine del libro è presente un link dove poter scaricare tutti gli sketch presenti nel libro. Ogni sperimentazione è spiegata in modo non troppo approfondito ma permette ai neofiti di farsi un’idea sul funzionamento complessivo del sistema e rappresenta una buona base di partenza per ulteriori sviluppi o implementazioni. E’ presente anche una paginetta dedicata alla spiegazione dei colori utilizzati sulle resistenze per capire il valore della resistenza e la sua tolleranza.

Nel secondo libro, ovvero nel modulo intermedio, viene trattata la realizzazione di un modellino di auto radiocomandata gestita da Arduino con l’utilizzo di due motori elettrici comandati da remoto tramite un modulo bluetooth. Il progetto viene spiegato in modo approfondito e sono presenti molte pagine di codice ma non l’ho trovato particolarmente interessante.

Il terzo e ultimo volume, quello relativo agli argomenti più avanzati, è diviso in due sezioni (ogni sezione è lunga circa 20 pagine). Nella prima sezione vengono descritti in modo approfondito i vari sensori che possono essere collegati ad Arduino come i sensori di prossimità, le fotoresistenze, i sensori di temperatura e umidità. Nell’ultima parte viene presentato l’ambiente di sviluppo per App denominato App Inventor. Nel complesso nulla di che… il primo volume risulta di gran lunga il più interessante.

I 3 libri appena recensiti li ho acquistati in formato ePub… costano pochi euro e sono formati di una cinquantina di pagine ciascuno.

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Quando i DRM degli eBook ledono la mia libertà

Compro un eBook su internet.  Si tratta di un libro in formato .EPUB protetto con il sistema DRM (Digital Rights Management) sviluppato da Adobe per i libri digitali. Il prodotto di Adobe per la gestione di questo tipo di file è Adobe Digital Edition. Serve ovviamente una utenza e una password in modo da poter leggere i libri protetti con questa tipologia di DRM. Quindi, ad esempio, sui vari lettori di ebook è necessario inserire le proprie credenziali ottenute con Adobe Digital Edition e diventa possibile leggere il libro.

Fin qui tutto bene, ma a volte gli eventi prendono strade impreviste e improvvise che ci costringono a scontrarci con il sistema…

Sono arrivato all’inizio del capitolo finale del libro (che mi sta prendendo benissimo e non vedo l’ora di leggere le pagine finali) quando, per uno spiacevole incidente, mi si rompe il lettore di eBook (come da foto).

l'eBook reader rotto

Ok nessun problema… il file è presente anche sul mio portatile con installato linux Mint e Calibre e lo posso leggere anche da lì. Sarà un po’ più scomodo ma alla fine mancano solo i capitoli finali e quindi ce la posso fare.

Apro Calibre, seleziono il file, attivo la modalità lettura… impossibile leggere il file perchè è protetto dal sistema DRM….

errore in Calibre per DRM

Bene. La mia rabbia sale oltre ogni limite. Maledetto Copyright… ma perchè non c’è il Copyleft sul mio libro?

Ma qual’è il problema?

Il motivo è semplice… Adobe non ha sviluppato la versione del programma Adobe Digital Edition per linux e quindi Calibre (ma nessun altro programma) è in grado di leggere in ambiente linux i file protetti da DRM.

Questa cosa è inammissibile. E’ come andare in libreria, comprare un libro cartaceo, pagarlo alla cassa e poi, sentirsi dire dal cassiere: “questo libro può essere letto  a casa, in ufficio ma non sui mezzi pubblici o nei parchi”.

Io pago. Io leggo dove voglio e su qualsiasi sistema operativo e con qualsiasi software.

Ovviamente la cosa non finirà qua. Io devo finire i libro e lo voglio leggere dove preferisco.

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