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Linux, la mia passione (inteso come participio passato di pati ‘soffrire’)

Durante il normale utilizzo del mio sistema “linux based” sono incappato in quello che molti esperti ritengono uno dei grandi misteri (e uno dei più grossi problemi) che possano accadere ad un utente di questo sistema operativo. durante la fase di boot compariva il seguente messaggio “PKCS#7 signature not signed with a trusted key”

Il problema molto probabilmente è legato all’installazione di Steam della Valve e di alcuni giochi demo che ho provato a scaricare. Grazie a Timeshift (detto anche Timebomb) ho ripristinato una precedente immagine del SO e ho salvato tutti i dati personali. Poi, visto che è stata recentemente rilasciata la versione 20 di Linux Mint (nome in codice “Ulyana”) ho deciso di provare un paio di SO prima di installare questa nuova versione (che guarda caso ha una nuova “feature” per la gestione delle scheda grafiche Nvidia come quella montata sul mio portatile).

Questa volta ho provato ad installare:

Ubuntu 20.10: confermo la mia totale avversione a questo prodotto (sia in termini di nome, sia in termini di interfaccia grafica);

Fedora 33 Workstation (la distro usata da Linus Torvalds): il passaggio dalla galassia Debian alla galassia Red Hat non mi tenta… e considerando il desktop engine utilizzato direi che non mi sbaglio…

Debian 10.6: ho scaricato i 3 DVD della release e poi ho installato Debian con il DE Cinnamon (per avere un confronto diretto con l’attuale sistema Linux Mint 19 usato normalmente). Debian è la madre di molte distro linux di successo come, appunto Ubuntu e Mint, però non posso concepire di non poter avere il WiFi configurato solamente perchè il software non è totalmente free e ci sono pezzi di codice protetto da copyright. Poi non mi piace neanche l’emulatore del terminale… ok essere puristi, ok votarsi alla stabilità, ok votarsi al codice libero… però che tedio…

Poi ho deciso di continuare con Mint e installare la nuova versione… la 20. Ci ho messo un po’… ho faticato ad installarla… poi mi sono ricordato che avevo avuto lo stesso problema anche con la precedente installazione della versione 19, allora ho rispolverato l’articolo scritto all’epoca e ho risolto brillantemente il problema.

Linux si conferma una passione, nel senso etimologico del termine… una sofferenza… anche se poi ti lusinga e crea un legame di odio/amore con l’utilizzatore.

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