Categoria: tra me e me

I DRM in Calibre

Questo post non vuole essere un incitazione a rimuovere i DRM dai file comprati con Adode Digital Edition, bensì vuole essere una guida per chi volesse alcuni chiarimenti tecnici su come rendere compatibile tale formato con gli eBook reader che non supportano questo formato (o i sistemi Linux senza Vine e senza il programma di Adobe installato).

Innanzi tutto, Adobe Digital Edition non è compatibile con Linux (a meno che non si voglia utilizzare Vine, cosa che io non ho fatto), e quindi è necessario lavorare in ambiente Mac o Win. Io ho scelto, ovviamente, Windows 7 per fare queste prove. Sul PC è installato Adobe Digital Edition con relativa attivazione del profilo.

Collegarsi al sito Apprentice Alf’s Blog giusto per capire di cosa stiamo parlando. Sul sito troveremo il collegamento al sito dove scaricare l’apposito plug in per Calibre che, con ogni probabilità, punterà a questo sito. A questo punto è necessario decomprimere il file .ZIP e installare il plug in direttamente da Calibre andando nella sezione Preferenze. Ricordo che per funzionare correttamente sul PC deve essere installato Adobe Digital Edition tramite Vine altrimenti il plugin per Calibre non sarà in grado di funzionare.

Devo essere sincero che non ho trovato nessun utilità nel plug in… però nei file Pyton contenuti nella cartella del plug in sono stati molto utili. Ma vediamo i dettagli.

Ho scaricato il Pyton 2.7 e l’ho installato sul pc. A installazione completata ho scaricato e installato il modulo PyCrypto.

Quindi, ricapitolando, a questo punto abbiamo Windows 7 con installato Adobe Digital Edition attivato, Pyton, il modulo PyCrypto, il plug in DeDRM decompresso e il file in formato .PDF o .EPUB protetto da DRM. Una volta importato il file .acsm all’interno di Adobe Digital,Edition è necessario inserire l’utente e la password per scaricare il file corrispondente. Tutti i libri protetti da copyright si trovano all’interno della sezione Libreria. è necessario selezionare un file e premere il tasto destro per selezionare l’opzione Mostra il file in esplora risorse in modo da aprire la cartella del,computer che contiene i file con estensione .epub con i DRM.

Eseguendo i 3 programmi Pyton presenti nel plug in DeDRM (che è possibile trovare cercando nelle sottocartelle) denominati:

  • adobekey.py
  • ineptpdf.py
  • inptebup.py

è possibile rimuovere il DRM dai file.

Eseguendo il programma adebekey.py viene visualizzato il percorso del file .DER che contiene le informazioni del certificato digitale di Adobe. Una volta individuato il file .DER è possibile copiarlo in un’altra cartella come un normalissimo file.

Rispettivamente i programmi ineptpdf.py e inptepub.py servono per rimuovere il DRM dai file .PDF o ,EPUB. Lanciando ogni programma vengono richiesti 3 parametri: il percorso del file .DER, il percorso del file di input e il percorso del file di output senza il DRM.

Una volta completata l’operazione viene prodotto un file identico al primo ma senza il DRM e quindi utilizzabile su quei dispositivi che non gestiscono correttamente il certificato di Adobe Digital Edition (come ad esempio Calibre per gli ambienti Linux).

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Vizi e virtù di un programmatore

Alla facoltà di ingegneria informatica di Modena ho appreso, per la prima volta, che la pigrizia è una dote fondamentale per i programmatori. Il concetto è abbastanza semplice… se c’è già un programma che funziona bene, è inutile cercare di fare un programma che faccia la stessa cosa… o si usa il programma esistente o si cerca di migliorarlo/modificarlo per “piegarlo” alle proprie esigenze. Questa è una caratteristica fondamentale che ha, fra le altre cose, ispirato le librerie per la programmazione (API). Se poi uno usa un ambiente Linux, sa benissimo che utilizzando la shell e i programmi disponibili nel sistema operativo, può fare qualsiasi cosa combinandoli insieme senza dover riscrivere i programmi base.

Facendo qualche ricerca in internet ho trovato questo sito che conferma questa teoria… e inoltre vengono individuate altre due caratteristiche che i programmatori devono possedere che sono l’impazienza e la tracotanza.

L’elenco delle tre virtù di un programmatore sono state codificate da Larry Wall, l’inventore del linguaggio di programmazione Perl (pagina Wiki e sito ufficiale)… programmatore con un grande umorismo…

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Buon compleanno Negroni

La settimana che va dal 24 al 30 giugno 2019 si festeggieranno i 100 anni del Negroni, il famoso cocktail italiano.

Vorrei rendere omaggio al mio cocktail preferito (chi mi conosce sa perfettamente che è il mio preferito) ricordando uno dei negroni più buoni bevuto recentemente e quello peggiore mai bevuto (e forse coincide con il peggiore mai realizzato).

Fermo restando che il miglior negroni, senza paura di essere smentito, era quello che veniva preparato intorno agli anni 2000 al famoso Planet di Reggio Emilia. Quando partivo da Campagnola chiamavo i miei amici a Reggio e, sfruttando l’happy hour, me ne facevo prendere un paio. I baristi facevano esattamente quello che dovrebbe essere fatto per la preparazione di questo nettare.

Bicchiere tumbler, ghiaccio, fetta di arancia. Poi prendevano le tre bottiglie e le versavano contemporaneamente fino a riempire il bicchiere. Poi prendevano una cannuccia nera, la tagliavano in due e le inserivano nel bicchiere. Puro piacere.

Veniamo ad uno degli ultimi migliori Negroni. L’ho bevuto al Berlin Marriott Hotel (la prima foto ritrae proprio quel negroni). Conservato in una simpatica botticella di legno, possedeva sapori e aromi unici.

Mentre il peggio negroni mai bevuto e forse mai prodotto l’ho bevuto a Lanzarote in un hotel 5 stelle. Essendo un hotel internazionale pensavo di trovare un Negroni all’altezza del posto e invece il barman ha preso i 3 ingredienti, li ha uniti un uno shacker e, davanti ai miei occhi allibiti, ha iniziato a shackerare come se non ci fosse un domani. Poi ha versato l’intruglio in un bicchiere con una fetta di limone. Ovviamente i 3 ingredienti si sono mixati un un modo assolutamente osceno, perdendo il colore che deve avere il Negroni e la fetta di limone dava quell’acidità fastidiosa in modo da rendere ancora più indimenticabile la bevuta di quella improvvisata medicina.

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La vita perfetta

Quello che riporto di seguito è un articolo che avevo pubblicato, se non ricordo male, su borotalcol.org… oppure su una precedente versione del mio sito basata sul CMS Serendipity. In ogni caso lo ripropongo…


Molto probabilmente queste righe sono il frutto della serata che sta iniziando. Per chi non lo sapesse oggi è venerdì. Sono a casa da solo, i parents sono fuori e sono davanti al pc con un cuba libre fatto a mano con tanto di lime e zucchero di canna. Spero di riuscire e postare le foto della preparazione nei prossimi 3 anni. Colonna sonora: Hotel Costes. Puro polleggio. Mi accorgo solo adesso che il titolo del post e la descrizione di questo inizio serata possono portare il lettore a facili accostamenti… eppure non è mia intenzione. La vita perfetta richiamata dal titolo non è la mia, bensì quella di alcune persone che si ha la fortuna (o la sfortuna) di incontrare. Quelli che magari subito non ti danno confidenza ma poi basta poco per rovesciarti addosso confidenze e segreti che tu guarderesti bene dal divulgare. Quelli che tu dici una cosa e loro dicono di aver vissuto una esperienza simile sulla loro pelle, però infinitamente migliore. Quelli che hanno sempre un mare di ragazze ai loro piedi. Quelli che non devono mai attaccare gancio con le ragazze, perchè tanto sono le ragazze che ci provano (in modo palese e sensuale) con loro. Quelli che sono stati in posti migliori dei tuoi. Quelli che entrano nei locali che tu vedi solo dalla fine della fila perchè tanto non ti faranno entrare. E poi mi viene in mente Paperino. Un racconto dove lui immaginava una sua vita perfetta. Dirigente di una importante azienda, sposato con Paperina, una lussuosissima macchina (e non la vecchia 313), Zio Paperone in fase di pensionamento che gli avrebbe lasciato tutta la sua immensa fortuna… …una vita perfetta… buca sui campi da golf al primo tiro… vittoria in ogni gara con i motoscafi… ogni agio e ogni lusso possibile… mai una cosa storta… …poi però inizia a diventare apatico, grasso, insofferente, annoiato… …si sveglia dal sogno e la prima cosa che chiede a Zio Paperone è di essere messo su un aereo diretto al polo nord per risolvere i soliti problemi dello Zione… fin che c’è decide di prendere l’aereo più scassato… giusto per essere sicuro di avere dei problemi già durante il viaggio… Il perdente… ecco una figura sottovalutata ma mitica… Quanto mi piacciono i perdenti… quelli che ci provano… i Paperino della situazione. Quelli che si godono la vita in ogni momento perchè è la vita che li mette alla prova. E’ la vita che gli tira dei pugni nello stomaco. Quelli che le ragazze le devono inseguire… Quelli che rimangono fuori dai locali perchè non hanno la camicia… Quelli che si impegnano ma che falliscono… Quelli che non hanno la macchina nuova ma non si fanno problemi a parcheggiarla dove ce n’è bisogno… Quelli che quando una ragazza gli dice “Andiamo?” loro sono talmente ubriachi che vanno a smarrirsi in un non meglio identificato punto della spiaggia… Quelli che come il coyote non smettono mai di provarci e si rialzano con le ferite ancora doloranti ma con la voglia di continuare a giocare… Perchè a me i perdenti sono sempre stati simpatici… quando ti raccontano le loro avventure nascondono dietro il loro timido sorriso il piacere per averci provato ed aver fallito… quella piacevole sensazione che ti fa sentire un eroe anche se, in fondo, non hai fatto nulla di speciale. In attesa della prossima caduta!


La foto che avrei sempre voluto utilizzare per questo articolo era la vignetta finale del racconto di Paperino citato nel post. Ma non sono mai riuscito a recuperarla, per questo motivo ho utilizzato la foto del cuba libre che avevo preparato quel venerdì sera citato nel testo.

Questo post è dedicato a Paperino. Con me nella foto e co-autore del blog borotalcol.org.

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Total Digital Experience

Ormai sappiamo tutti cos’è la “customer experience”… è una delle espressioni maggiormente utilizzate in organizzazione, marketing, gestione aziendale, organizzazione lean, ecc. ecc.
Ma ai nostri giorni la “customer experience” (è inutile affermare il contrario) deriva da una sempre maggiore informatizzazione dei processi e delle modalità di interazione tra il cliente e la società fornitrice del bene/servizio. Sia ben chiaro che la “customer experience” è anche altro… ma comunque poco altro rispetto all’informatica.

E come diceva un mio professore alla facoltà di ingegneria informatica:

“un programma o funziona o non funziona. E se un programma funziona… funziona per tutti.”

Questa frase mi ha sempre fatto riflettere, soprattutto quando si fanno interventi software volti a migliorare la “customer experience”. Trovo riduttivo infatti ricondurre uno sviluppo software al soddisfacimento dei bisogni o per aumentare la soddisfazione dei clienti. Se uno sviluppo software funziona, funziona sia per i clienti sia per i clienti interni (ovvero coloro che all’interno delle società si occupano delle attività oggetto di sviluppo). Proprio perché se uno sviluppo software viene fatto bene, con logica, con coerenza e con un obiettivo ben definito, i vantaggi non sono limitati al cliente “esterno”, ma si propagano (magari in modo ridotto) anche sui “worker” (ovvero coloro che agiscono il processo che ha beneficiato dell’intervento software). Ecco che in questo caso allora i “worker” diventano veramente clienti “interni” nel senso che anche loro beneficiano dell’intervento di evoluzione software.
Beh quindi a questo punto mi chiedo se abbia ancora senso parlare di “customer experience”. Secondo me i benefici dell’intervento devono essere riassunti in questo modo:”

“customer experience” (anche detta “internal customer experience”) + “worker experience” (anche detta “external customer experience”) = “total digital experience”

Proprio perchè l'”experience” migliora per tutti gli attori coinvolti nel processi oggetto di sviluppo e la natura dell’intervento è (ormai quasi sempre) puramente digitale.

Come ultima cosa, vorrei farvi notare come questo sia il post che, a livello mondiale, ha il maggior numero di ” (doppi apici).

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Statistiche del mio sito personale “andrea.rustichelli.name” al 31/12/2018

Fine anno tempo di statistiche… ho deciso di pubblicare, per la prima, volta i dati sulle visualizzazioni del mio sito dal 15/09/2012 al 31/12/2018. Ovviamente le statistiche sono condotte con un plugin che non permette l’identificazione dell’utente che sta visualizzando il sito www.andrea.rustichelli.name per un paio di buoni motivi:

  • per la nuova normativa GDPR sarei punibile di una multa multi milionaria. Se facessi una strage la pena sarebbe sicuramente inferiore.
  • secondo motivo, quello più importante, non mi interessa sapere chi guarda il mio sito.

Ciò premesso ecco il riassunto “visuale” dei primi 6 anni (abbondanti) del mio sito personale. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che, anche solo per errore, sono atterrati su queste pagine che, credetemi, sono il frutto di tanta passione e di moltissime ore passate davanti allo schermo del mio portatile (e non solo).

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Il blog 2.0 di borotalcol.org

Qualche anno fa (anche se non ricordo quanti anni esattamente) nasceva il sito www.borotalcol.org. Blog 2.0 sulla falsariga dei molti blog che non facevano altro che linkare e commentare contenuti di altri siti. I più famosi all’epoca erano StuffAZ e AttuSeeAll. Io e ReadOnlyMaio ci eravamo divisi i giorni in modo che uno pubblicava i giorni pari e uno i giorni dispari. Grazie a CMS come WordPress e Serendipity si erano diffusi i siti personali, i così detti blog, dove le persone tenevano una sorta di diario digitale. Poi con il passare del tempo erano nati i blog 2.0 che, anzichè pubblicare articoli originali e personali, rimandavano a contenuti presenti su internet. E’ un po’ quello che sta succedendo a FAcebook, dove le persone tendono a linkare articoli e informazioni e sempre meno a produrre “post” personali.

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Il miglior nocino è di Rustichelli

Cosa si può aggiungere ad un titolo così esplicativo.

Vicitore nel 2016 del 16° Palio del Nocino promosso dalla Compagnia del Nocino di Fabbrico e dall’Associazione Italiana Somelliers. Ecco alcuni articoli usciti sulla stampa locale.

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Nerd: happy birthday

La vita è come uno di quei vecchi videogame che non puoi vincere: diventa sempre più difficile e veloce finché non perdi. Ma ciò che conta è continuare a gettonare.

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Buoni e cattivi

Il mondo si divide in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio ma i cattivi, da svegli, si divertono molto di più.

 

Woody Allen

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La questione (mondiale) Zidane

Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l’Europa ha i francesi. La cosa si compensa.

 

Arthur Schopenhauer

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Italia vs. Svizzera

 In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù.

 

Il terzo uomo

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E come disse lo zerbino: Welcome (nel mio nuovo sito)

Joomla mi sembrava instabile, ero stanco di installare plug in che erano incompatibili e non avevo più voglia di capire se installare manbot, component o plug in.

Giusto per capire come orientarmi ho installato i seguenti CMS (o qualcosa di meno impegnativo):

– Joomla 2.5: sicuramente più completo e meglio organizzato rispetto alle precedenti versioni 1.5 e 1.6, ma al contempo non così ‘differente’ da spostare l’ago della bilancia;

– Drupal 6.qualcosa: non sono riuscito ad installare l’ultima versione perchè il mio host non supporta l’ultima versione del PHP richiesta dal sistema. Dopo aver installato Drupal sono entrato nella sezione di amministrazione e non sono riuscito a capire fino a fondo le sue potenzialità. Scartato senza neanche provare ad aggiungere un articolo;

– WordPress 3.4.2: ho sempre snobbato questo CMS perchè l’ho sempre ricondotto (sbagliando) al mondo dei blog (è stato usato per la prima versione del blog Borotalcol.org). E’ un prodotto maturo, stabile e che permette una gestione semplice ed immediata del sito. L’ambiente di amministrazione è tanto elegante quanto potente; adesso capisco il motto “Code is poetry”.

Adesso non mi rimane che sistemare alcuni dettagli e fregi grafici e poi posso considerare ufficialmente aperta la versione 2.0 del mio sito web personale.

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Il titolo chiedetelo a Maio… a me non l’ha ancora rivelato…

“Il troppo ‘credo’ sfocia sempre nella sfiga.”

Penso alla ragazza che alla domanda: “cos’è per te lo snowboard?” ha risposto: “uno stile di vita”… strano, io ho sempre pensato che fosse uno sport…

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Un tracciato Gps è meglio di 100 parole

Cercando nuovi percorsi da fare in mtb, mi è capitato di imbattermi in descrizioni di percorsi più o meno accurati. Tuttavia passando dalla teoria alla pratica, ho notato come anche solo una imprecisione o una inesattezza della descrizione portasse ad un risultato drammatico nella reale percorribilità del percorso. Spero che l’utilizzo di file gpx possa rapidamente accompagnare tutte le descrizioni di percorsi…

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