Aprile 2018 archive

P. K. Dick – Dottor futuro

La storia è complicata come tutti i libri di Dick… e per renderla ancora più complicata ci sono i salti temporali. Nel futuro per curarsi, richiamano dal passato uno stimato dottore che si troverà ad avere a che fare con un omicidio avvenuto nel passato. Frecce che spariscono e che ricompaiono conficcate nel petto di un morto in sospensione. Decisamente complicato ma sicuramente non il miglior libro di dick. Però è notevole.

Qualche fenomeno su internet ha scritto che c’è un paradosso spazio-temporale non risolto. Secondo me non ha neanche capito come si chiama il protagonista Paul.

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NAS domestico con Synology DS115j

Prima o poi un nerd sente il bisogno di avere a disposizione un NAS (Network Attached Storage) per poter gestire la grande mole di dati accumulati negli anni e rendere i file disponibili da tutti i dispositivi digitali. La mia scelta è caduta sul NAS della Synology modello DS115j con uno slot interno che può ospitare dischi fino a 16 TB (dimensione massima singolo volume) e su un disco Western Digital da 4 TB della linea RED (ovvero la linea destinata agli utilizzi più intensivi e gravosi in termini di cicli di lettura/scrittura).

La scatola del NAS e il disco della Western Digital da 4 TB della linea RED per utilizzi intensivi.

Come si presenta la scatola aperta del NAS.

Ecco il contenuto della scatola, oltra al NAS è presente un alimentatore, un cavo di rete, le viti e le istruzioni.

La parte frontale del NAS.

Il retro del NAS con le porte USB, la porta di rete e l’alimentazione.

Il NAS aperto

La slitta dove deve essere innestato il disco.

Il disco montato sulla slitta del NAS.

La configurazione del NAS come riportato sulla guida.

Il router wireless che utilizzo per rendere il NAS disponibile in rete locale.

Ecco il sistema completo: NAS + router wireless.

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J. G. Ballard – Il condominio

Primo libro letto di J. G. Ballard in seguito ad alcune ricerche fatte su internet. Viene classificato tra i migliori libri di fantascienza anche se in realtà non è la classica fantascienza futuristica con ambientazioni spaziali. Le avventure narrate si svolgono in un condominio ipermoderno nella zona periferica di Londra. 40 piani che accolgono circa 2.000 persone suddivise nei vari piani in base alla loro estrazione sociale… nei primi 9 piani i lavoratori con prole… 10° piano zona comune con piscina, banca, supermercato e scuola. Dall’11° piano al 34° piano la classe media, al 35° piscina e ristorante di lusso e negli ultimi 5 piani gli appartamenti per i più abbienti. Al 40° piano ci sono 2 attici, di cui uno abitato da un architetto che ha lavorato al progetto del condominio (il primo terminato su un progetto di 5 strutture simili).

Un black out segna la fine della felice convivenza tra gli inquilini/abitanti del palazzo e la situazione degenera velocemente. Le rivalità, le gelosie e i pregiudizi sociali iniziano ad emergere sempre più violentemente scatenando impulsi deviati e imprevedibili desideri.

La cosa strana è che alla fine di tutto molti degli inquilini hanno forse raggiunto uno stato di benessere superiore rispetto all’inizio… hanno abbandonato le convenzioni sociali in favore di una vita più semplice, grezza e primordiale.

 

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P. K. Dick – Lotteria dello spazio

Ve lo anticipo subito… se continuate la lettura di questo post troverete le ultime righe del libro.

“Non è un istinto brutale che ci rende inquieti e insoddisfatti. Io vi dirò di cosa si tratta: è l’obiettivo più importante che l’uomo può darsi… la necessità di crescere e migliorare…di scoprire nuove cose… di espandersi. Di diffondersi, raggiungere nuovi territori compiere nuove esperienze, comprendere e vivere l’evoluzione. Di sfuggire alla routine e alla noia, di distruggere la cieca monotonia e spingersi in avanti. Di tenersi in movimento…”

Questo è l’unico libro di Dick dal quale valga la pena trarre un film… e infatti è uno dei pochi senza trasposizione cinematografica. Ma non basterebbe un film… e considerato che oggigiorno le trilogie sono mainstream, propongo due film sulla falsariga di Kill Bill. Il finale lo potrebbero copiare dal finale di Mission to Mars con Gary Sinise… più ci penso e più mi sembra perfetto. Sarebbe decisamente un colossal.

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La domanda non è se sei paranoico… ma se sei abbastanza paranoico…

– Ora senti, voglio che tu sappia esattamente di cosa stiamo parlando, ok? Questa non è come la TV… è un po’ meglio…questa è vita reale… un pezzo di vita di qualcuno… puro e integrale dritto nella corteccia cerebrale… insomma sei lì, lo stai facendo, lo stai vedendo, lo stai sentendo, lo stai provando.
– che genere di cose esattamente?
– esattamente qualunque cosa, qualunque cosa tu voglia, chiunque tu voglia essere, ok? Insomma se vuoi andare a sciare senza lasciare il tuo studio puoi farlo… ma presumo che uno come te quando vuole andare a sciare voli ad Aspen…
Non è certo questa roba qui che ti interessa… è la roba che non puoi avere giusto… il frutto proibito… come irrompere in un negozio di liquori con una 357 Magnum, sentire l’adrenalina che ti pompa nelle vene, eh?… oppure, vedi quello là giù, con quella filippina superdotata, ti piacerebbe essere quello lì… per 20 minuti… i 20 minuti giusti… si? io posso farlo accadere senza neanche farti macchiare la fede nuziale.
– niente male…
– io posso farti avere quello che vuoi… posso farlo… posso procurarti qualsiasi cosa… non devi fare altro che parlare con me… fidati di me, fidati… perchè io sono il tuo confessore… sono il tuo strizzacervelli… io sono il tuo collegamento diretto alla centralina della anime… io sono l’uomo magico… il Babbo Natale del subconscio. Lo dici… lo pensi… puoi averlo.

Strange Days, Kathryn Bigelow (1995)

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