Novembre 2017 archive

Installare Kodibuntu 14 Helix su VirtualBox in Linux Mint

Ho provato ad installare Kodibuntu versione 14, nome in codice Helix su una macchina virtuale creata con VirtualBox su un portatile su cui gira Linux Mint. Appena partita l’installazione mi dava un errore nel riconoscere la scheda grafica accelerata nonostante avessi installato anche l’Extension Pack e le VBox Guest Addition.

La soluzione è stata quella di andare nella sezione ‘Impostazioni’ della macchina virtuale e nella sezione ‘Archiviazione’ ho aggiunto l’immagine ISO del cd di installazione di Kodibuntu sotto il controller IDE. Inoltre nella sezione ‘Schermo’ ho attivato l’accelerazione 3D.

kodibuntu01

kodibuntu02

Così facendo ho avviato la macchina virtuale e ho selezionato il boot tramite cd e l’installazione è partita senza nessun ulteriore messaggio di errore.

kodibuntu03

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CompeGPS Land – Appunti sull’utilizzo

Ecco alcuni appunti in ordine sparso che ho raccolto nel corso del normale utilizzo del programma CompeGPS Land che, a mio avviso, è uno dei migliori programmi a pagamento per la gestione delle tracce e delle mappe (sia vettoriali che raster).

Sincronizzazione CompeGPS Land con dispositivo TwoNav

Per sincronizzare automaticamente il ‘tracklog’ del dispositivo TwoNav con CompeGPS Land è sufficiente collegare il dispositivo al PC mediante il cavo USB, selezionare il dispositivo presente nella sezione ‘Storage files’ e selezionare la voce del menù contestuale ‘Synchronize now’. In questo modo tutti i percorsi presenti nella cartella ‘tracklog’ del dispositivo verranno copiati automaticamente sul proprio PC.

In alternativa è possibile impostare CompeGPS Land per effettuare in automatico l’aggiornamento del ‘tracklog’ ogni volta che il dispositivo TwoNav viene collegato al PC; per fare ciò è necessario abilitare la voce ‘Synchronization’ nel menù ‘File – GPS’.

Mappe

Se sono aperte più mappe della stessa area è possibile impostare un ordine; la prima mappa presente nell’elenco riportato nel ‘data tree’ è quella che viene visualizzata e che ‘nasconde’ tutte le mappe sottostanti. Per cambiare l’ordine delle mappe è necessario selezionare la mappa che si intende spostare (selezionandola con il tasto sinistro del mouse) e tenendo premuto il tasto ALT utilizzare le frecce (Freccia Su o Freccia Giù) per spostare il livello della mappa in alto o in basso.

Hypermaps

Attivando il menù contestuale delle mappe è possibile creare una nuova hypermappa. Questo tipo di mappa, che ha estensione .IMP o .HMAP, in realtà non è altro che un ‘contenitore’ di più mappe (anche di diversa tipologia) e ha fondamentalmente due scopi:

  • raggruppare tra loro mappe correlate. In questo caso se abbiamo a disposizione più mappe per coprire una porzione di territorio, ma non vogliamo fonderle tra di loro (per esempio per non perdere dettaglio) possiamo aggiungere le mappe in un’unica hypermappa. In questo modo abbiamo la possibilità di raggruppare le diverse mappe in modo logico e razionale; il difetto è che comunque le singole mappe vengono gestite singolarmente pertanto l’utilità è solo logica e non fisica;
  • creare una sequenza di mappe, anche diverse tra loro (ad esempio unire mappe raster con mappe vettoriali) e impostare quale mappa visualizzare in automatico in base alla scala scelta. In questo caso è sempre necessario trascinare le mappe sul file dell’hypermappa, però successivamente è necessario modificare il file .IMP con un editor di testo per impostare la scala e la relativa mappa.

Per esempio supponiamo di voler utilizzare due mappe raster in scala 1:50.000 e 1:25.000, una ortofoto della zona da visualizzare quando la scala aumenta oltre la 1:25.000 e una mappa di rilevo in modo da poter lavorare in 3D a prescindere dalla scala. Dopo aver collegato le 4 mappe all’hypermappa, è necessario modificare il file .IMP nel seguente modo:

<HiperMapLayers>

<HLayer File=”nome ortofoto.RMAP” visible=”1″ MinZoomLevel=”0″ MaxZoomLevel=”1.5″/>

<HLayer File=”nome mappa1.RMAP” visible=”1″ MinZoomLevel=”1.5″ MaxZoomLevel=”5″/>

<HLayer File=”nome mappa2.RMAP” visible=”1″ MinZoomLevel=”5″ MaxZoomLevel=”9999″/>

<HLayer File=”nome mappa rilievo.hgt” visible=”1″ MinZoomLevel=”5″ MaxZoomLevel=”9999″/>

</HiperMapLayers>

Le mappe possono anche non essere necessariamente in formato .RMAP ma possono essere anche in formato .ECW; è però necessario che tutte le mappe si trovino nella medesima cartella.

L’hypermappa così creata può essere utilizzata all’interno di CompeGPS Land e con i dispositivi Aventura, Sportiva, Sportiva+ e Delta.

Unione delle mappe

Per unire più mappe raster è necessario aprirle tutte e impostare il livello di zoom della mappa al 100%; in questo modo si ottiene la migliore risoluzione possibile. La nuova mappa avrà le stesse caratteristiche delle mappe iniziali (ccordinate, datum, scala ecc). Dopo aver selezionato la voce di menù ‘Map – Join maps’ comparirà una finestra che riporta le caratteristiche della nuova mappa; a questo punto è sufficiente premere il tasto ‘Yes’ per procedere con l’unione di tutte le mappe attualmente aperte. E’ necessario impostare il nome della nuova mappa; è possibile creare una mappa con estensione .ECW per avere la mappa e la calibrazione in un unico file, in alternativa è possibile indicare anche il file .IMP per tenere separata l’immagine della mappa dalla sua calibrazione.

Waypoints

  • Un waypoint è un punto sulla mappa rappresentato da 2 o 3 coordinate formate dalla latitudine, longitudine e, in alcuni casi, anche dall’altitudine e racchiusi un un unico file; l’estensione più utilizzata è .WPT, ma CompeGPS può aprire anche altri formati come il .GPX.
  • Spostare un waypoint sulla mappa: per spostare un waypoint sulla mappa è sufficiente spostare il waypoint tenendo premuto il tasto ALT della tastiera; un modo alternativo (utilie se si conoscono le coordinate esatte di un punto) è quello di impostare le coordinate direttamente nel pannello delle proprietà del waypoint.
  • Spostare un waypoint tra file: selezionare il waypoint che si vuole spostare e trascinare il waypoint sul nuovo file; in questo modo il waypoint viene rimosso dal vecchio file;
  • Copiare un waypoint tra file: selezionare il waypoint che si vuole copiare e, tendo premuto il tasto CTRL della tastiera, trascinare il waypoint sul nuovo file; è necessario rilasciare il waypoint sulla destra del nome del nuovo file (compare il segno ‘+’). [controllare questa affermazione]
  • Cambiare l’ordine di un waypoint (all’interno dello stesso file): selezionare il waypoint da spostare e,tendo premuto il tasto ALT della tastiera, usare le frecce di spostamento (Up e Down) per spostare il waypint rispettivamente verso l’alto o verso il basso.
  • I file che contengono waypoint possono avere estensione .GPX o .WPT (formato proprietario di CompeGPS); tuttavia è possibile salvare il file con estensione .BWPT per permettere di gestire un maggior numero di waypoint.

Profiles

I profiles sono delle tipologie di file che contengono al loro interno dati diversi tra loro (ad esempio track, waypoint e/o routes); se è presente una unica tipologia di dato, allora i dati vengono mostrati nel ramo corrispondente e non nel ramo dei profiles.

Track

CompeGPS permette di gestire molti formati per i percorsi, tra cui .TRK (il formato proprietario di CompeGPS), .BTRK (il file binario che estende le proprietà dell’estensione .TRK e permette di includere degli allegati e di contenere un maggior numero di informazioni in quanto ha un maggiore livello di compressione dei dati e permette un accesso più veloce), .GPX e .KMZ.

Con CompeGPS è possibile creare un nuovo track ma anche modificare un track esistente. Quando si crea un nuovo track è preferibile caricare un profilo altimetrico in modo che i dati del tracciato vengano generati automaticamente dal software; in alternatica è possibile, una volta terminata la creazione del nuovo tracciato e dopo aver importato una mappa con i rilievi altimetrici, utilizzare l’utilità ‘Calcola altezza dal suolo per ogni punto’. Quando viene creato un nuovo tracciato a mano, non essendo presenti i dati di creazione di ogni punto (tutti i punti hanno la stessa ora di creazione e la velocità non è valorizzata) non è possibile eseguire l’animazione sul tracciato. Se si vuole effettuare una simulazione è prima necessario assegnare ai singoli punti che compongono il track sia il tempo che la velocità utilizzando l’apposita funzione richiamabile dal menù contestuale del tracciato.

Prima di unire 2 o più tracciati è necessario caricarli all’interno di CompeGPS; con l’unione dei tracciati l’ultimo punto del primo tracciato verrà unito con il primo punto del secondo tracciato, e così via.

Roadbook

Se il track viene salvato con estensione .BRTK è possibile aggiungere immagini e descrizioni per creare un roadbook. Le immagini utilizzate per indicare la strada (bivi, curve ecc) devono essere salvate in formato .BMP e devono avere le dimensioni di 128×128 pixel. Una volta aperto il tracciato è possibile associare, ai singoli waypoint che compongono la traccia, gli allegati (immagini, testo e allarmi sonori) utilizzando la funzione del menù contestuale ‘Edit track point’.

Per salvare il roadbook è necessario effettuare i seguenti passaggi:

  1. Salvare la traccia in formato .TRK

  2. Chiudere tutto e riavviare CompeGPS

  3. Aprire il track e salvarlo con estensione .BTRK; il roadbook è stato salvato correttamente.

Se si vogliono apportare delle modifiche al roadbook è necessario modificare il file con estensione .TRK e, successivamente, salvare nuovamente il file con estensione .BTRK come indicato precedentemente.

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Raspberry Pi3 con case stampato in 3D

Dopo aver compreto il Raspberry Pi3 ho volto prendere un case da poter attaccare al monitor direttamente tramite gli attacchi VESA presenti sul retro del monitor. In questo modo vado a risparmiare spazio, ottimizzare i cavi e avere un sistema compatto e facilmente trasportabile. Vediamo i dettagli.

Il Raspberry Pi3 confrontato con il mouse, i due pezzi del case stampato con una stampante 3D e il dongle con il ricevitore Wireless.

Un altra immagine per confrontare le dimensioni della scheda del Raspberry con un comune muse a testimonianza delle dimensioni contenute del pc.

Un ingrandimento sul case stampato in 3D da una stampante “domestica”… è possibile notare gli strati sovrapposti del materiale plastico utilizzato per la stampa.

Il Raspberry visto dal basso dove è possibile vedere la scheda SD inserita nell’apposito slot.

La parte laterale con la porta micro USB per l’alimentazione, l’uscita HDMI e il jack audio.

Il Raspberry fissato alla base del case.

Il case chiuso e completamente assemblato.

Il case attaccato al monitor tramite gli attacchi VESA.

Il case contenente il Raspbeyy attaccato al monitor tramite gli attacchi VESA presenti sul retro del monitor.

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Come aggiornare Kodibuntu da riga di comando

Questo post nasce dall’esigenza di aggiornare il sistema operativo di Kodibuntu (versione 14 di Ubuntu) alla release più recente che, alla data del post, è arrivata alla versione 16. Premetto che sto migrando il sistema operativo del mio HTPC da Kodibuntu a LibreELEC, ma voglio comunque lasciare traccia di queste righe di codice che possono sempre tornare utili anche in altre occasioni.

Uscire da Kodibuntu ed entrare nel sistema operativo sottostante.

Se lanciamo il Package Manager notiamo che la versione installata è la 14, mentre l’ultima versione disponibile è la 16.

Come prima cosa aggiornare la lista dei pacchetti con l’istruzione:

sudo apt-get update

e poi installare i pacchetti all’ultima versione disponibile con il comando

sudo apt-get upgrade

Lanciare l’aggiornamento delle dipendenze e delle librerie con il comando

sudo apt-get dist.upgrade

Tutti e 3 i comandi possono essere lanciati in sequenza con un unico comando come da esempio seguente:

Provare ad installare (sempre che non sia già installato) il pacchetto chiamato ‘update-manager-core’ con il comando

sudo apt-get install update-manager-core

e infine lanciare il comando

sudo do-release-upgrade

come prima cosa il sistema verifica la disponibilità di una nuova versione; nel caso non fosse disponibile è comunque possibile ‘forzare’ l’aggiornamento alla versione di sviluppo mediante il comando

sudo do-release-upgrade -d

Al termine della procedura che può durare qualche ora e richiedere la risposta ad alcune domande da parte dell’utente, si avrà un sistema perfettamente aggiornato.

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Chuck Palahniuk – Portland Souvenir

Il primo libro che ho letto di Palahniuk è stato Portland Souvenir e forse non è stata la scelta migliore. Palahniuk è l’autore culto di Fight Club ma questo libro, che costituisce una guida turistica ed un omaggio alla sua città, non risulta nè interessante nè coinvolgente. A parte alcuni ricordi dell’autore, a tratti molto divertenti, sembra di leggere una pagina di Trip Advisor.

portland souvenir

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