Ottobre 2012 archive

Veri uomini vs. Mangiatori di Quiche – Come tutto ebbe inizio

Non posso fare a meno di pubblicare un’articolo che ho letto la prima volta all’epoco dell’università di ingegneria informatica. Oltre ad essere molto divertente (soprattutto per i nerd) è un vero compendio di vera informatica.

Il testo è stato pubblicato la prima volta sulla rete UUCP-net con il titolo “Real programmers” il 21 Ottobre 1982; la versione che riporto è quella uscito sul newsgroup it.hobby.umorismo il 16 Gennaio 1998 con il titolo “Vero programmatore”. La UUCP-net era una rete tra sistemi Unix (Unix to Unix CoPy) creata tra singoli utenti, aziende e università americane mantenute in autonomia con lo scopo di di creare una rete libera e cooperativa senza fini di lucro.


IL VERO PROGRAMMATORE
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Tornando indietro ai vecchi e gloriosi giorni dell’informatica
primordiale era relativamente facile distinguere tra veri uomini e
ragazzini (nella letteratura classica la distinzione e’ tra “veri
uomini” e “mangia-quiche”).

Durante quei tempi i Veri Uomini erano gli unici che si intendevano di
computer, gli altri (i ragazzini o “mangiatori di quiche”) erano quelli
che di computer non se ne intendevano.

I Veri Uomini dicevano cose come “DO 10 I=1,10” o “ABEND” (ovviamente
parlando in lettere maiuscole, mi sembra ovvio), mentre il resto della
gente diceva semplicemente che i computer erano cose troppo complicate
per loro.  (sempre il lavoro [1] dice appunto che non esistono cose
troppo complicate per il vero uomo).

Ma, come in tutte le cose, i tempi cambiano, adesso viviamo in tempi in
cui anche le vecchiette hanno dei computer dentro i loro forni a
microonde, in cui qualunque Vero Uomo puo’ essere battuto da un
ragazzino di 12 anni in qualunque videogioco, in cui chiunque puo’
comperare, usare e capire un computer.

Il Vero Programmatore rischia di intraprendere la via dell’estinzione,
sopraffatto da universitari che basano la loro vita su Mouse ed Icone.

E’ percio’ necessario stabilire una netta distinzione tra Il Vero
Programmatore ed un universitario giocatore di Pac-Man. Se questa
distinzione sara’ chiara questi giovani inesperti potranno avere un
modello guida, un padre spirituale a cui ispirarsi. Inoltre sara’
possibile spiegare ai datori di lavoro perche’ non e’ ne’ necessario
ne’ giusto sostituire dei Veri Programmatori con dei giocatori di Pac
Man, anche se il risparmio sugli stipendi sarebbe considerevole.

LINGUAGGI
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Il sistema piu’ rapido e sicuro per distinguere un Vero programmatore
dal resto del mondo e’ considerare il linguaggio che usa: il Vero
Programmatore programmava in FORTRAN, mentre ora programma in C.

I mangiatori di Quiche programmano in Pascal. Da questo si deduce che
sicuramente Niklaus Wirth era un mangiatore di Quiche e NON un Vero
Programmatore.

Ad un Vero Programmatore non servono tutte le strutture ed i meccanismi
del pascal, un Vero Programmatore puo’ essere felice con un perforatore
di schede o un terminale a 1200 baud, un C a standard K&R (ANSI… a
che serve, il K&R e’ fin troppo chiaro), ed una birra.

A proposito, Kerningan e Ritchie sicuramente erano dei Veri Uomini.
probabilmente anche dei veri programmatori.

– Il Vero Programmatore processa liste in C
– Il Vero Programmatore processa numeri in C
– Il Vero Programmatore manipola stringhe in C
– Il Vero Programmatore elabora programmi di IA in C
– Il Vero Programmatore fa contabilita’ in C
– Il Vero Programmatore crea simulatori di reti neuronali in C
– Il Vero Programmatore starnutisce in C
– Il Vero Programmatore fa TUTTO in C

Se per caso il C non fosse sufficiente il Vero Programmatore lavorera’
in assembler, se neppure questo fosse sufficiente allora il lavoro non
e’ fattibile, ma la cosa e’ impossibile, un Vero Programmatore in C ed
assembler puo’ fare TUTTO, per definizione.

PROGRAMMAZIONE STRUTTURATA
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Gli accademici negli ultimi anni hanno stabilito, dall’alto delle loro
cattedre, che un programma e’ piu’ facilmente leggibile se il
programmatore utilizza particolari tecniche, strutture e costrutti.

Ovviamente essi non sono d’accordo su quali questi costrutti e queste
tecniche precisamente siano, e percio’ le loro teorie sono discordanti
ed erratiche.  In questo modo solo alcuni mangia-Quiche si lasciano
convincere dai loro assiomi.

Un tipico lavoro del mondo reale (e non un lavoro teorico da
universita’) e’ di prendere un sorgente di 100.000 o 200.000 linee e
farlo andare il doppio piu’ veloce. In questo caso qualunque Vero
Programmatore vi potra’ dire che la programmazione strutturata non
serve a nulla, quello che in realta’ serve e’ del talento.

Alcune rapide considerazioni del Vero Programmatore sulla programmazione
strutturata:

– Il Vero Programmatore non ha paura di usare GOTO

– Il Vero Programmatore puo’ scrivere un ciclo DO lungo 5 pagine senza
fare confusione.

– Il Vero Programmatore usa i costrutti CASE basati su calcoli
aritmetici, essi rendono un programma piu’ divertente.

– Il Vero Programmatore scrive del codice automodificante, soprattutto
se questo puo’ salvare 20 nanosecondi all’interno di un ciclo.

– Il Vero Programmatore utilizza l’area di memoria di un codice gia’
eseguito e che non servira’ piu’ come area di memoria per i dati, ottimizzando
in questo modo lo spazio a disposizione.

– Il Vero Programmatore non ha bisogno di commenti, il codice e’ gia’
autoesplicante a sufficienza.

Dopo aver parlato di programmazione strutturata si e’ anche parlato
molto di strutture di dati. Tipi di dati astratti, stringhe, liste e
chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

Wirth (il mangiatore di Quiche menzionato poco sopra) ha scritto un
intero libro [2] tentando di dimostrare che si puo’ scrivere un intero
programma basandosi solo sulle strutture di dati.

Come ogni Vero Programmatore sa invece l’unica struttura che serve
VERAMENTE e’ l’array, dato che tutti gli altri tipi di dato altro non
sono che sottoinsieme limitati di questi. e dato che sono limitati egli
usa solo puntatori, soprattutto se questi rendono possibile bombare
irrimediabilmente il computer, se no dove starebbe il divertimento?

SISTEMI OPERATIVI
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Che SO usa un Vero Programmatore?

UNIX? NO!, Unix e’ qualcosa di simile a quello che si aspetta un vero
Hacker, dato che qualunque Vero Programmatore non trova alcun
divertimento nel tentare di indovinare come cavolo il comando PRINT
viene chiamato questa settimana.  La gente non fa lavori seri su Unix,
lo usano soprattutto per fare adventure, modificare Rogue e mandarsi il
tutto via UUCP.

MS-DOS? Gia’ meglio, crittico quel tanto che basta, facile da
modificare, se ce ne fosse necessita’, facile da bombare, con tante
cose sconosciute e strane.

Una cosa sicuramente possiamo dire:

– Il Vero Programmatore non usa il mouse e le  icone, infatti il Vero
Programmatore  non  capisce perche’ mai per compilare un programma uno debba
staccare le mani dalla tastiera e cliccare su un menu quando e’ tanto
semplice battere:

CL pippo.c -k -iC:\gnu\c\all -q -w -e -r +t -y +cvb +f -g +g +p =l /f /a
/s

Comunque il Vero Programmatore ha una sola nostalgia: il sistema IBM OS/370.
Questo era infatti il SO che qualunque Vero Programmatore vorrebbe vedere
implementato su TUTTI i computer del mondo.

Un Vero Programmatore sa che se vede comparire l’errore IJK3051 basta andare
a vedere nel manuale del JCL per capire cosa e’ successo.

Un Grande Programmatore poi sapra’ i codici a memoria, mentre un Grandissimo
Programmatore potra’ trovare l’errore osservando 6 mega di dump senza neppure
usare un calcolatore esadecimale…

L’OS/370 e’ VERAMENTE un SO potente, infatti e’ possibile distruggere
giorni e giorni di lavoro con la semplice pressione di un tasto. Questo
incoraggia l’attenzione sul lavoro e forma una mentalita’ che servira’
in futuro, quando per distruggere giorni di lavoro saranno sufficienti
tre tasti…

TOOL DI PROGRAMMAZIONE
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Quali tool di programmazione necessita realmente un Vero Programmatore?

In effetti, come detto prima sono sufficienti un terminale a 1200 baud
o un lettore di schede perforate, ma anche una semplice tastiera
esadecimale sarebbe gia’ piu’ che sufficiente.

Ma purtroppo adesso i computer non hanno piu’ tastiere esadecimali,
come pure non hanno piu’ quei magnifici pannelli frontali pieni di
lucine e tastini che facevano tanto futuro.

I primi veri programmatori sapevano a memoria l’intero settore di boot
del- l’hard disk, e lo potevano riscrivere a memoria ogniqualvolta che
il loro programma lo rovinava.

La leggenda narra che Seymore Cray (creatore del Cray I) scrisse il SO
del primo CDC7600 usando il pannello frontale del computer la prima
volta che questo venne acceso. Senza bisogno di dirlo Seymore era un
Vero Programmatore.

Uno dei migliori Veri Programmatori che abbia mai conosciuto e’ un
sistemista della Texas Instrument. Una volta rispose alla telefonata di
un cliente a cui si era bombato il sistema durante il salvataggio del
lavoro. Il Vero Programmatore rimise a posto tutto facendo scrivere le
istruzioni per terminare il lavoro di I/O sul pannello frontale (allora
c’erano ancora), riscrivendo i dati rovinati in esadecimale e facendosi
dire i risultati per telefono.

La morale della storia e’ che se un tastierino ed una stampante possono
far comodo un Vero Programmatore puo’ arrangiarsi anche con solo un
telefono.

Un altro tool fondamentale e’ un buon text editor. Molti dicono che il
migliore sia quello della Xerox di Palo Alto, ma, come gia’ detto, il
Vero Programmatore non parla al suo computer attraverso un mouse.

Altri preferiscono EMACS o VI, ma in effetti il concetto di WYSYWYG
(quello che vedi e’ quello che ottieni) si applica ai computer
malissimo, cosi’ come si applica alle donne.

Quello che un vero programmatore vuole e’ in effetti qualcosa di piu’
complesso, che implementi la filosofia del “You asked for it, you got
it !!!” (YAFIYGI, avrai solo quello che chiedi).

Insomma, l’editor perfetto e’ il TECO.

Alcuni hanno osservato che una linea di comandi per TECO assomiglia
molto di piu’ al rumore sulle linee telefoniche che ad una linea di
comandi, ed in effetti uno dei giochi piu’ divertenti da fare e’ quello
di scrivere il proprio nome sulla linea di comando e vedere cosa
succede.

Inoltre ogni piccolo errore avra’ come risultato quello di distruggere
il vostro programma, o, peggio, di introdurre subdoli errori che
saranno in seguito difficilmente rintracciabili.

Per questa ragione un Vero Programmatore e’ molto riluttante a editare
un programma funzionante per dargli gli ultimi ritocchi. E sempre per
questa ragione un Vero Programmatore trova piu’ semplice fare le
modifiche finali utilizzando un programma come lo Zap.

Alcuni Veri Programmatori utilizzano lo Zap stesso come editor, altri
scrivono il programma direttamente in codice eseguibile, ma e’ forse
esagerato.

Procedendo su questa linea il risultato e’ che tra il codice sorgente e
quello che in effetti c’e’ scritto su disco c’e’ una discrepanza sempre
maggiore, con il risultato che il lavoro e’ sempre piu’ sicuro, perche’
solo un Vero Programmatore potra’ lavorarci sopra in modo proficuo,
nessun mangiatore di Quiche potra’ fare manutenzione, minimizzando
cosi’ i rischi di malfunzionamenti ulteriori del programma. Questa e’
SICUREZZA.

Altri tool importanti sono le documentazioni su cui il vero
programmatore basa gran parte del suo lavoro:

– Il Vero Programmatore non legge mai i manuali introduttivi, bastano ed
avanzano i Reference Manual.

– Il Vero Programmatore ha imparato il C sul K&R, qualunque altro testo e’
inutile e deviante.

– Il Vero Programmatore se possibile legge i manuali in lingua originale,
anche se questo a volte pone dei problemi di reperibilita’.

– Il Vero Programmatore non colleziona libri di raccolte di algoritmi.
Questo perche’ e’ piu’ lento cercare l’algoritmo in 3000 pagine di manuale
che scriverlo di getto.

– Il Vero Programmatore non ha bisogno di manuali sull’assembler, sono
sufficienti i data sheet dei microprocessori.

– Il Vero Programmatore non scrive MAI i manuali dei programmi che fa, non ne
ha il tempo materiale.

Il Vero Programmatore generalmente ha da qualche parte la
documentazione completa del SO su cui lavora, pubblicata dalla casa che
ha fatto il SO, ma sa che SICURAMENTE nelle 3500 pagine che in media
compongono la documentazione non trovera’ quello che cerca.

Se nelle vicinanze del terminale sono presenti piu’ di 5 manuali ci
sono delle forti probabilita’ che NON sia un Vero Programmatore.

Alcuni Tool NON usati da un Vero Programmatore:

– Preprocessori di linguaggio.

– Traduttori di linguaggio.

– Full Screen Debugger a livello sorgente.
Il Vero Programmatore e’ in grado di capire quello che dice il Debug.

– Compilatori ottimizzanti.
L’ottimizzazione del programma scritto dal Vero Programmatore e’ gia’ il
massimo, e percio’ altre modifiche non farebbero altro che peggiorare la
situazione.

IL LAVORO DEL VERO PROGRAMMATORE
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In generale il Vero Programmatore non fa lavori semplici come gestione
di indirizzari o programmi gestionali, ecco alcuni dei lavori piu’
adatti ai veri programmatori:

– Il Vero Programmatore scrive programmi per la simulazione di una guerra
termonucleare per l’esercito.

– Il Vero Programmatore lavora per lo spionaggio, per decrittare le
trasmissioni in cifra del nemico.

– E’ in gran parte dovuto al lavoro dei Veri Programmatori che gli americani
sono arrivati sulla Luna.

– Il Vero Programmatore programma i sistemi guida di satelliti e missili.

– In ogni caso il Vero Programmatore lavora su progetti molto importanti o
molto ben pagati.

IL VERO PROGRAMMATORE MENTRE GIOCA
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Il generale il Vero Programmatore gioca nello stesso modo in cui
lavora:  con i computer.

In generale lo stesso lavoro e’ un gioco, ed alla fine del mese il Vero
Programmatore e’ sempre abbastanza stupito di ricevere un compenso per
quello che, a tutti gli effetti, e’ per lui un divertimento, anche se
non lo dira’ mai a voce alta.

Occasionalmente il Vero Programmatore uscira’ dall’ufficio per prendere
una boccata d’aria e farsi una birra, ecco alcuni sistemi per
riconoscere un Vero Programmatore fuori dal suo posto di lavoro:

– Ad un party i Veri Programmatori sono quelli che stanno in angolo parlando
di Sistemi Operativi, mentre di fianco a loro passano ragazze che si fermano,
ascoltano per alcuni secondi e poi, dato che non capiscono una parola, se
ne vanno. A volte un vero Programmatore incontra una Vera Programmatrice.
Vi risparmio per decenza il racconto di come si svolgono i fatti.

– Ad una partita di football il Vero Programmatore e’ quello che controlla gli
schemi delle squadre basandosi su quelli disegnati dal suo programma su di
un foglio 11×14.

– Sulla spiaggia il Vero Programmatore e’ quello che disegna flow chart sulla
sabbia.

– Durante un black out un Vero Programmatore generalmente sviene in quanto
vengono a mancare i vitali afflussi di energia che gli permettono di vivere.

L’HABITAT DEL VERO PROGRAMMATORE
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Dal momento che un vero programmatore e’, per l’azienda che lo usa,
generalmente molto costoso, vediamo come fare per farlo rendere al
meglio sul posto di lavoro.

Il Vero Programmatore vive davanti ad uno o piu’ monitor, attorno,
sopra, dietro e sotto questi terminali si trovano generalmente le
seguenti cose:

– I listati di TUTTI i programmi a cui il Vero Programmatore ha mai lavorato,
accatastati, in ordine piu’ o meno cronologico, su ogni superficie piatta
disponibile intorno.

– Sei o piu’ tazze di caffe’, quasi sempre fredde, ed alcune con alcuni
mozziconi di sigaretta galleggianti.

– Attaccato al muro c’e’ un ritratto di Spock con in mano l’enterprise stampato
con una vecchia stampante a margherita.

– Sparsi per terra ci sono pacchetti vuoti di noccioline e vaccate simili.

In generale un Vero Programmatore puo’ lavorare anche 30 o 40 ore di
fila, anzi, di solito lavora molto megli sotto sforzo.  Fino a qualche
tempo fa si concedeva dei pisolini mentre il computer compilava il
programma, ma purtroppo il diffondersi di computer e periferiche veloci
ha reso questa pratica difficile.

In generale un Vero Programmatore se ha 5 settimane per terminare un
programma passa le prime 4 cincischiando con aspetti secondari, ma
interessanti, del progetto, mentre il grosso del lavoro viene fatto in
una settimana di lavoro ininterrotto. Questo provoca sempre grosse
preoccupazioni al principale che teme sempre che il lavoro non sia mai
pronto in tempo, ed offre al Vero Programmatore una buona scusa per non
scrivere la documentazione.

VARIE ED EVENTUALI
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– Il Vero Programmatore a volte puo’ scordare il nome della moglie o della
ragazza, ma sa a memoria il codice ASCII.

– Il Vero Programmatore non si cura della tastiera, le sue dita si
adattano automaticamente a qualunque layout.

– Il Vero Programmatore sa che anche avendo 8 mega di RAM questa non
sara’ mai abbastanza, e percio’ tenta di fare programmi piccoli.

– Il Vero Programmatore tiene sempre i backup da quando ha dovuto
riscrivere 327000 linee di assembler 68020.

– Il Vero Programmatore scrive programmi di pubblico dominio, anche se
di solito sono programmi talmente specialistici che serviranno solo ad
altre tre persone al mondo oltre a lui.

ALTRI COROLLARI
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– Il Vero Programmatore si trovava a suo agio con il Fortran in quanto
consentiva la programmazione a spaghetti senza limitazioni.

– Va comunque detto che il Vero Programmatore e’ in grado di scrivere
programmi a spaghetti in qualsiasi linguaggio. In questo senso, il C va
a pennello per la sua capacita’ di scrivere programmi Write-only che
nessuno, a parte un altro Vero Programmatore, sara’ mai in grado di
decodificare.

– Il Vero Programmatore non mette  mai commenti perche’ a suo parere il
codice e’ autodocumentante. Questo vale anche per i dump esadecimali di
codice assembly.

– Nel tempo libero, il Vero Programmatore va abbastanza spesso in
discoteca, ma si limita ad osservare il gioco di luci. Ultimamente,
viene stranamente attratto dal terminale del controllore laser.

– Ai funerali di un collega, il Vero Programmatore commenta:
“Peccato.. la sua routine di sort O(logN) stava quasi per funzionare”

– Le Vere Programmatrici esistono in ragione di 1 per ogni 256 Vero
Programmatori, come tale la probabilita’ di incontrarne una e’ estremamente
bassa.

– Il Vero Programmatore ha scarsa considerazione degli utenti, ritenuti
ad un livello troppo basso. La probabilita’  di trovare un utente
competente e’ stimata inferiore a quella di trovare una Vera
Programmatrice.

– Il Vero Programmatore conta in base due.

ERRATA CORRIGE
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– QUALE hard disk? mangianastri e ferriti!

– QUALI nastri? cassetti di schede perforate! Solo i ricchi avevano i
nastri!

– QUALI tastiere e display esadecimali? File di interruttori e LED in
binario.

– l Vero Programmatore non usa commenti: se e` stato difficile da
scrivere, deve essere difficile da leggere. Ma se e` un VERO
PROGRAMMATORE lo legge ugualmente con facilita`.

– Il Vero Programmatore usa il C, e QUINDI usa anche Unix e i
Preprocessori.  Unix, almeno nelle prime versioni, e’ il vero sistema
operativo contemporaneo l’unico che consente ancora di azzerare un
intero file system con un comando di sette lettere blank compresi:

rm -r /

– OS/370 era seriamente migliore, ma non bastava battere un tasto per
perdere tutto, era sufficiente sbagliare la posizione di un blank.

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POSTILLE:
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– Il Vero Programmatore edita direttamente il file Postscript di un
documento, se deve modificarlo.

– il Vero Programmatore conosce sempre almeno 16 cifre di pi greco,
di cui conosce anche la rappresentazione IEEE in esadecimale, e
(se anche fisico) tutte le cifre di c (e’ definito con 9 cifre), in modo
da non aver bisogno di noiosi include files.

– Il Vero Programmatore e la programmazione ad oggetti: se costretto a
simili pratiche, il Vero Programmatore PRIMA scrive il programma, e POI,
quando funziona, ne fa un’analisi ad oggetti. Per nessuna ragione
comunque modifichera’ il codice gia’ scritto per conformarlo
all’analisi. Comunqe inserira’ nel programma un numero sufficente di
variabili globali usate da TUTTE le classi, in modo da renderne
impossibile la manutenzione da un mangiatore di Quiche (vedi praragrafo
sulla sicurezza dei programmi).

– Il Vero Programmatore chiama le variabili con nomi autoespicativi di
massimo 5 lettere (es. CVfrZ). Solo mangiatori di Quiche usano nomi
tipo “Massimo_Numero_Di_Dipendenti” per una variabile. Se un Vero
Programmatore usa un nome simile, probabilmente la variabile indica la
velocita’ terminale di uno ione in una nube molecolare (il codice e’
stato riciclato efficentemente da un programma di contabilita’).

– Il capitano Picard di Star Trek TNG e’ un Vero Programmatore:
riprogramma Data usando un pezzo di ferro per cortocircuitarne il
circuito di input in binario. (Time’s Arrow, part II, stardate
46001.3)

REFERENZE
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[1] Feirstein, B., “Real Men don’t Eat Quiche”, New York, Pocket Books,
1982.

[2] Wirth, N., “Algorithms + Data structures = Programs”, Prentice Hall,
1976.

– L’idea originale:

[0] sdcarl!lin, “Real Programmers”, UUCP-net, Thu Oct 21 16:55:16 1982

 

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Hei babbuzzo… ti piacciono i coni?

Avete mai attraversato la strada guardando dalla parte sbagliata?… e c’è una macchina che vi viene addosso?…

Allora voi che fate?… una cosa molto stupida… vi fermate… e non rivedete tutta la vostra vita perchè avete troppa paura per pensare… vi fermate e fate una faccia da scemi… ma lo zingaro no!… Perchè?…

…perchè aveva già in mente di andare lui addosso alla macchina…
Snatch (Lo strappo), Guy Ritchie (2000)

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Quantum GIS – Calibrazione delle mappe raster

Un’altra funzione particolarmente efficace presente in Quantum GIS, è quella per la calibrazione di mappe raster (funzionalità svolta da un apposito plugin). La calibrazione presenta un folto numero di opzioni e di algoritmi per la generazione delle informazioni geografiche, quindi per un utilizzo ottimale consiglio caldamente di leggere il corposo manuale. Tecnicismi e algoritmi a parte, la gestione dei punti per la calibrazione, il loro salvataggio in un file dedicato e la possibilità di modificare, cancellare e aggiungere punti di calibrazione in un momento successivo, rappresentano un valido aiuto nel processo di calibrazione di una mappa.

QGis mette a disposizione una serie di algoritmi per gestire la georeferenziazione delle immagini raster e la scelta dell’algoritmo deve essere fatta sulla base del numero di punti che si vogliono utilizzare, sulla qualità del file grafico e sulla distorsione (o errore) sul risultato finale.

  • Algoritmo lineare: è usato per creare un ‘world-file’ ovvero un file di definizione che contiene le informazioni sulla georeferenziazione dell’immagine e a differenza degli altri algoritmi non applica nessuna trasformazione al file grafico. Questa sua particolarità lo rende veloce ma non è consigliabile quando si vuole georeferenziare una mappa scansionata (perché non è in grado di modificare l’immagine per risolvere gli eventuali errori o imperfezioni che si sono create con la scannerizzazione).
  • Trasformazione di Helmert: a differenza del metodo precedente introduce delle semplici trasformazioni al file grafico come il ridimensionamento e la rotazione.
  • Algoritmo polinomiale (di 1°, 2° e 3° ordine polinomiale): sono gli algoritmi più utilizzati per la georeferenziazione e l’ordine polinomiale identifica i gradi di distorsione introdotti per cercare di allineare la mappa ai punti di controllo L’algoritmo di 1° grado permette il ridimensionamento, la traslazione e la rotazione; l’algoritmo di 2° grado permette anche alcune curvature. L’algoritmo di 2° grado è quello comunemente più utilizzato.
  • Algoritmo “Thin Plate Spline “ – TPS: è un algoritmo di georeferenziazione di nuova concezione che permette di introdurre delle distorsioni/deformazioni  locali sulla mappa; per questo motivo questo algoritmo è particolarmente utile quando si vuole georeferenziare un file di origine di bassissima qualità.
  • Trasformazione Projective: prevede una rotazione e una traslazione lineare delle coordinate.

Successivamente è possibile selezionare il metodo di ‘resampling’; anche in questo caso la scelte deve essere condotta sulla base del file in ingresso e sul risultato che si vuole ottenere. Se non si vuole ‘modificare’ l’immagine è opportuno scegliere il metodo ‘Nearest neighbour’; se si vuole avere un risultato più morbido è necessario utilizzare il metodo ‘Cubic’.  E’ comunque possibile scegliere tra 5 metodi:

  • Nearest neighbour;
  • Linear;
  • Cubic;
  • Cubic Spline;
  • Lanczos.

 

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Buoni e cattivi

Il mondo si divide in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio ma i cattivi, da svegli, si divertono molto di più.

 

Woody Allen

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Un aiuto per la memoria

A volte la memoria gioca brutti scherzi, e non sempre è facile ricordare gli oggetti, i programmi, i personaggi e le mode degli anni passati. Questo sito è una vera chicca.

Il sito è dedicato a tutte quelle cose cadute nel dimenticatoio, ma non per questo meritevoli di essere dimenticate.

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La questione (mondiale) Zidane

Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l’Europa ha i francesi. La cosa si compensa.

 

Arthur Schopenhauer

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Mamma Li Italiani

Un occhio curioso sui vizi e virtù degli italiani.

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Ask MacGyver

Got troubles? Try to the read the ‘List of problems solved by MacGiver‘.

Della serie ‘in caso di problemi, non improvvisare, MacGiver ha già risolto brillantemente (e prima di te) un problema simile’.

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Rif. Zamboni – Passone – Rif. Battisti

Questo giro escursionistico parte dalla località Pian Vallese a Febbio e, seguendo il sentiero CAI 615, arriva prima sul colle Passone e poi, proseguendo ancora per circa 20 minuti, al rifugio Battisti.

La lunghezza totale (compreso il ritorno) è di circa 8,6 Km partendo dalla località Pian Vallese. La salita comprende alcuni tratti in forte salita (18, 16 e 20%) e anche il tratto finale che porta al Passone, a circa 1.857 metri, è particolarmente ostico e impegnativo. Quando si arriva in cima lo sforzo viene ricompensato con uno splendido panorama del tutto inaspettato. Dal Passone è possibile raggiungere altre località come Case Civago tramite il sentiero CAI 607, oppure il Monte Cusna tramite il sentiero 615 e successivamente deviando sul sentiero 607 (in direzione opposta rispetto a Case Civago). Continuando per un breve tratto sul sentieri 615 è possibile raggiungere il Rifugio Battisti. Tutti i sentieri e gli “incroci” sono ampiamente e chiaramente segnati sia con segnaletica verticale che, dove il sentiero diventa più impegnativo a causa del terreno roccioso, con segnaletica orizzontale direttamente sulle rocce.


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Rifugio Zamboni – Monte Cusna

Partendo dal rifugio Zamboni di Febbio, per arrivare sulla cima del Monte Cusna, è possibile utilizzare due sentieri del CAI, il 617 e il 619. Dopo essermi confrontato con una “esperta guida” ho scelto di percorrere il sentiero 617 per la salita e il 619 per la discesa. Sinceramente il sentieri 617 è più ripido (soprattutto nell’ultima parte in quanto il sentiero è composto da scalini di roccia) ma è nettamente più bello dal punto di vista paesaggistico. Il 619 è più lungo e quindi più morbido e può andare bene per la discesa in quanto permette di non affaticare troppo le ginocchia. In tutto la distanza dell’escursione è di circa 11,7 Km per una ascensone cumulata di rica 1.000 metri.

La vista che si gode dalla cima del Monte Cusna è qualcosa di unico anche perché nelle giornate di cielo sereno è possibile vedere il mare della Liguria e, praticamente, mezza regione.

Partendo la mattina presto dal rifugio Zamboni ed andando di buon passo, è possibile tornare per ora di pranzo in rifugio a gustare un buon piatto caldo o un tagliere di affettati e formaggi.

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Italia vs. Svizzera

 In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù.

 

Il terzo uomo

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