Settembre 2012 archive

Maperitive

Maperitive è uno dei software più citati per la gestione delle mappe Open Street Map. Ho deciso di provarlo e, dopo un primo momento di smarrimento, adesso non riesco più a farne a meno.

Al di là delle sue peculiari funzionalità che sono più grafiche che funzionali ha una caratteristica che lo rende assolutamente irresistibile (per un nerd)… ha una riga di comandi interna al programma. Questo cosa vuol dire? Significa che, oltre alle normali funzioni richiamabili dal menù, è possibile lanciare le funzioni ma con i relativi parametri (se la funzione li contempla) e di creare dei file di script (come i vecchi file batch del DOS o Linux) che contengono più comandi in cascata. Questa potenzialità e questa libertà crea una forte dipendenza dal programma. Una volta che si inizia a prendere confidenza con le varie funzioni (supportate anche da un’ottima guida in linea corredata da esempi) diventa impossibile smettere di creare script e sperimentare funzioni e relative opzioni.

Maperitive permette di aprire un numero limitato di file ‘File – Open map source’; è possibile aprire file grafici, file .GPX, mappe .OSM, .OSM.BZ2 e .PBF.

Solitamente apro un file .GPX con un tracciato della zona che mi interessa e poi, una volta impostato il livello di zoom più adeguato, carico la mappa preferita da Open Street Map, successivamente carico le linee di rilievo e poi applico una delle ombreggiature preimpostate per dare profondità alla mappa; a questo punto è possibile esportare la mappa in formato .JPG. Questo è il metodo che uso per realizzare le immagini dei percorsi che pubblico sul sito. E’ possibile automatizzare questo processo con il seguente script.

add-web-map cyclemap

generate-contours

generate-relief-igor

export-bitmap file=C:\mappa.jpg world-file=true ozi=true

E’ sufficiente inserire le 4 righe di codice in un file di testo ed eseguirlo all’interno di Maperitive usando la voce di menù ‘File – Run script…’. Il risultato è quello mostrato nella seguente immagine.

 

Permanent link to this article: http://www.andrea.rustichelli.name/maperitive/

Noni Map View

Dopo aver provato QGIS mi sono dedicato al mondo di Open Street Map e, dopo aver scandagliato la rete in lungo e in largo, ho trovato una piccola applicazione java molto utile: Noni Map View.

Il programma permette di scegliere tra numerosi provider e di visualizzare le ‘tiles’. Le ‘tiles’ non sono altro che file grafici in formato bitmap (solitamente le dimensioni sono di 256 x 256 pixel) che rappresentano una porzione della mappa; sono generalmente individuate da tre parametri: la coordinata x, la coordinata y e il fattore di zoom (coordinata z). Noni permette di specificare l’area da visualizzare e da scaricare e di impostare il livello di zoom della mappa. La mappa può essere scaricata in un formato grafico con il relativo file per la georeferenziazione. Per non gravare troppo sui server che permettono di scaricare le ‘tiles’ è possibile specificare di suddividere il file che scarica in più immagini perché aumentando il fattore dello zoom, il file grafico che si scarica può occupare parecchie decine (se non centinaia) di MB.

Il programma permette di utilizzare numerosi provider per avere sia mappe derivate dal progetto Open Street Map sia foto satellitari.

Le mappe vengono scaricate unitamente al file per la georeferenziazione; quindi è possibile importare le mappe direttamente in Compe GPS senza nessun problema. L’unico problema che ho riscontrato, e che mi ha fatto cercare un software alternativo, è che con l’aumentare del fattore di zoom le mappe scaricate hanno una georeferenziazione errata. Per fare la prova è sufficiente scaricare la stessa zona con diversi livelli di ingrandimento e aprirle con un programma come CompeGPS o Ozi Explorer; si può notare come le mappe, pur facendo riferimento alla stessa zona, siano sfasate tra loro.

Permanent link to this article: http://www.andrea.rustichelli.name/noni-map-view/

Quantum GIS – Introduzione

Dopo essere diventato un felice proprietario del TwoNav Sportiva +, ho iniziato ad interessarmi della creazione di mappe raster da caricare sul dispositivo e utilizzare durante le escursioni.

Un primo tentativo di realizzare mappe raster l’ho fatto utilizzando il software gratuito Quantum GIS (QGIS) che però è fin troppo potente per il mio scopo. QGIS è infatti una applicazione desktop Geographic Information System per realizzare evolute analisi su dati raster e su dati vettoriali. Pur essendo un programma open source è molto simile, per funzionalità e potenza, ai software GIS commerciali; questo è reso possibile anche da una vasta ed attiva comunità di sviluppatori che mantengono aggiornato il programma . La versione che ho utilizzato è la 1.7.0 (denominata “Wroclaw”) che è stata rilasciata il 19 Giugno 2011; attualmente la versione del programma è arrivata alla 1.8.0 (denominata “Lisboa”).

QGIS è particolarmente comodo e funzionale per importare mappe WMS come quelle rese disponibili dal Portale Cartografico Nazionale (PCN) che permette di gestire sia le ortofoto a colori, sia le mappe dell’Istituto Geografico Militare (IGM). Una volta caricata la mappa è possibile salvarla in un formato grafico a scelta (tra PNG, JPEG e TIFF) insieme ad un file di testo per la georeferenziazione dell’immagine; in questo modo è possibile importare la mappa direttamente in CompeGPS senza la necessità di procedere alla calibrazione manuale. Se si vuole generare una mappa di una porzione molto estesa di territorio è consigliabile esportare singole porzioni di mappa e successivamente unirle in una unica mappa con un altro programma (come ad esempio CompeGPS che grazie ai file georeferenziati è in grado di allineare automaticamente le singole mappe).

Le caratteristiche di QGIS che ho trovato più interessanti sono senza dubbio la possibilità di interfacciarsi in modo veloce ma allo stesso tempo molto dettagliato e configurabile ai servizi WMS, alla capacità di visualizzare o meno fregi grafici (come la rosa dei venti e la scala di riferimento) e la possibilità di configurare la stampa della mappa utilizzando dei template preimpostati oppure definiti dall’utente.

Per aggiungere un layer WMS è necessario selezionare la voce di menù ‘Layer – Aggiungi layer WMS’; compare una prima finestrache permette di selezionare l servizio a cui collegarsi (è possibile creare, modificare o cancellare i servizi WMS).

Selezionare il pulsante ‘Nuovo’ e inserire i dati sel servizio WMS (ottenuti ad esempio dal sito del PCN) e poi premere il pulsante ‘Connetti’ per visualizzare i vari layer associati al servizio; scegliere il formato di output (PNG, JPEG e TIFF) e premere il pulsante ‘Aggiungi’.

Viene visualizzata la porzione di mappa e, a questo punto, è possibile salvare l’immagine della mappa georeferenziata selezionando la voce di menù ‘File – Salva come immagine’.

 

Permanent link to this article: http://www.andrea.rustichelli.name/quantum-gis-introduzione/

E come disse lo zerbino: Welcome (nel mio nuovo sito)

Joomla mi sembrava instabile, ero stanco di installare plug in che erano incompatibili e non avevo più voglia di capire se installare manbot, component o plug in.

Giusto per capire come orientarmi ho installato i seguenti CMS (o qualcosa di meno impegnativo):

– Joomla 2.5: sicuramente più completo e meglio organizzato rispetto alle precedenti versioni 1.5 e 1.6, ma al contempo non così ‘differente’ da spostare l’ago della bilancia;

– Drupal 6.qualcosa: non sono riuscito ad installare l’ultima versione perchè il mio host non supporta l’ultima versione del PHP richiesta dal sistema. Dopo aver installato Drupal sono entrato nella sezione di amministrazione e non sono riuscito a capire fino a fondo le sue potenzialità. Scartato senza neanche provare ad aggiungere un articolo;

– WordPress 3.4.2: ho sempre snobbato questo CMS perchè l’ho sempre ricondotto (sbagliando) al mondo dei blog (è stato usato per la prima versione del blog Borotalcol.org). E’ un prodotto maturo, stabile e che permette una gestione semplice ed immediata del sito. L’ambiente di amministrazione è tanto elegante quanto potente; adesso capisco il motto “Code is poetry”.

Adesso non mi rimane che sistemare alcuni dettagli e fregi grafici e poi posso considerare ufficialmente aperta la versione 2.0 del mio sito web personale.

Permanent link to this article: http://www.andrea.rustichelli.name/e-come-disse-lo-zerbino-welcome-nel-mio-nuovo-sito/